da UNIVISION - Traduzione di TIO GIGI
Migliaia di cubani sono a rendere omaggio al miracoloso San Lázaro
17 Dicembre 2010 - Migliaia di cubani sono in pellegrinaggio questo giovedì fino al Rincon , alla periferia di L’Avana per rendere omaggio a San Lazaro , divinità popolare che i cattolici identificano con San Lazzaro Vescovo e gli adepti alla santeria come Babalù Ayé . Vestiti con sai di iuta o di color viola , camminando all’indietro o sulle ginocchia, carichi di pietre o portando candele accese , regali e fiori , i fedeli arrivano al santuario ubicato a 35 km. dal centro città , provenienti dagli angoli più reconditi della capitale o dal resto dell’isola. All’interno del piccolo tempio , con a fianco un lebbrosario luogo principale di devozione “ al vecchio Lazaro “ in Cuba , fedeli e pellegrini si accalcano per pregare e per poter offrire le offerte : un sigaro il cui fumo purifica, un sorso di rum, un sacchetto pieno di monete riunite nel corso di un anno o una lettera di supplica. Clicca su leggi tutto per continuare - Haz click sobre "leggi tutto" para continuar
In questo posto arrivò Papa Giovanni Paolo II nella sua visita pastorale all’isola nel gennaio 1998 e dedicò la sua messa “ al mondo del dolore “ , così come la ripete ogni 17 dicembre il Cardinale cubano Jaime Ortega.
Per la grande maggioranza dei fedeli, San Lazaro è una divinità create dalla fantasia popolare la cui immagine, tratta da una parabola biblica raffigura un mendicante magro vestito di stracci, con le stampelle e le gambe ferite che due cani fedeli leccano.
Al santo vengono attribuiti poteri taumaturgici per le malattie della pelle , la lebbra , il vaiolo , per problemi gastrici, ulcere , cancrene , embolie ed amputazioni , ma i cubani lo implorano soprattutto in questa data per prosperità e migliorie
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Miles de cubanos pagan sus promesas al milagrero San Lázaro
Vestidos con ropas de yute o de color morado, arrastrados de espalda, caminando de rodillas, cargando piedras o llevando velas encendidas, ofrendas y flores, los fieles llegan hasta el santuario, ubicado a 35 km del centro, desde los más recónditos lugares de la capital y el interior de la isla.
Dentro del pequeño templo, junto con un leprosorio el principal lugar de devoción "al viejo Lázaro" en Cuba, fieles y peregrinos se apretujan para rezar o poder entregar sus ofrendas: un habano cuyo humo purifica, un trago de ron, un saquito repleto de monedas reunidas durante un año o una carta con súplicas.
A ese lugar llegó el papa Juan Pablo II en su visita pastoral a la isla en enero de 1998 y dedicó su misa "al mundo del dolor", y acude cada 17 de diciembre el cardenal cubano Jaime Ortega.
Para una gran mayoría de los fieles, San Lázaro es una deidad creada por la imaginación popular cuya imagen, sacada de una parábola bíblica, es un enjuto mendigo en harapos, con muletas y las piernas llagosas, lamidas por dos fieles perros.
Al santo se le atribuyen propiedades curativas de enfermedades de la piel, lepra, viruela, problemas gástricos, úlceras, gangrenas, embolias y amputaciones, pero los cubanos también le imploran, sobre todo en estas fechas, prosperidad y mejoría








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