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Cioccolato , la sensazione del piacere

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di Yudith Díaz Gazán - Giornalista di Prensa Latina - Traduzione di Tio Gigi

  Cioccolato, la sensazione del piacere 

cacao

25/11/2010 - L'Avana , (PL) - Il cacao arrivò a Cuba nel XVII secolo , proveniente dal Messico e dal Venezuela, e la sua coltivazione iniziò nell'isola per gli alti guadagni che venivano offerti dalla sua commercializzazione. La storia racconta che gli aztechi utilizzavano i grani di cacao come moneta, ma nacquero falsificatori che riempivano i gusci vuoti con del fango. A questi falsi si pose nome "cachuachichiua" ed il loro smercio era severamente punito allora quando veniva localizzato...  Secondo quanto narra la leggenda Quetzalcoalt , il dio azteco che donò agli uomini l'albero del cacao , che dava vigoria e poteri benefici a chi ne consumava, Clicca su leggi tutto per continuare - Haz click sobre "leggi tutto" para continuar fu però cacciato dal Paradiso e , strada facendo, promise di ritornare "da dove nasce il sole". Durante la caduta di Avana nelle mani inglesi, il commercio del cacao raggiunse il suo massimo picco quando i francesi scappati dalla rivoluzione haitiana si stabilirono nella regione orientale dell'isola a coltivare anche cotone , l'indaco (colorante vegetale) ed il caffè. Ispirato al Museo di Piazza Reale a Bruxelles , l'attuale Museo del Cioccolato , nel centro storico avanero, evoca la storia del cacao o cocoa , dalla sua coltivazione , alla produzione, alla commercializzazione , fino ai più svariati modi nel consumarlo.

A L'Avana c'è dal fine 2003 il Museo del Cioccolato in quella che fu residenza dei conti di Lagunilla , nella celebre Casa della Croce Verde , in Amargura e Marcaderes , da dove parte la processione del Santo , la Via Crucis , nei venerdì di quaresima. Cartelloni illustrativi mostrano la storia , le varietà coltivate a Cuba , le marche più conosciute e la fabbriche di cioccolato che c'erano a L'Avana come La Estrella.

In questo interessante museo è raccolta una collezione di tazze per cioccolato di porcellana inglese , tedesca , italiana e francese dei secoli XIX e XX.
Ci sono anche cioccolatiere di ceramica , vasi , brocche e tazze di porcellana inglese dei secoli XVIII e XIX rinvenuti da scavi archeologici eseguiti nella zona.

La tazza francese per baffuti che permetteva di bere cioccolata senza sporcarsi i baffi è una delle novità esibite nelle vetrine assieme al vasellame spagnolo in rame : cioccolatiere , tazze e caffettiere. Sono esposti stampi in bachelite ed un contenitore per marmellate donato dal Museo del Cacao e Cioccolato di Bruxelles.

Il Museo del Cioccolato ci permette di sapere che la prima fabbrica cubana fu fondata a Santiago di Cuba all'inizio del XX secolo , e chiamata La India. Dopo sorsero La Españ ola , Baguer , La Estrella e Armada. Vennero cioccolaterie francesi a L'Avana , tra le quali la più famosa fu La Dominica.
Il burro di cacao era usato come combustibile nell'illuminazione domestica , ingrediente per pomate in farmacia e nell'elaborazione di saponi e cosmetici in profumeria.

La singolare casa del Cioccolato offre squisito cioccolato in tazza , con ingrediente esclusivo il famoso cacao di Baracoa e diventa difficile scegliere tra le specialità quali il Tradizionale , con vaniglia e cannella o l'Atzeca con peperoncino e noce moscata.

I vecchi diari dei farmacisti dell'epoca rivelano che il cioccolato ha poteri curativi e nel secolo XVIII venivano offerti nelle farmacie varietà diverse come il cioccolato purgante ( .mi avevano sempre raccontato che era astringente .) alla magnesia , il cioccolato anti-veleno , cioccolato di avena , di riso e coi cereali. Fu creato anche un cioccolato con estratto di carne , raccomandato ai bimbi ed ai convalescenti.

Certo è che il cioccolato ed i suoi derivati sono alimento molto energetici grazie all'alto contenuto di idrati di carbonio e di grassi provenienti dal burro cacao , olio ottenuto dalla spremitura delle noci di cacao macinate.
In esso predominano acidi grassi saturi come l'estearico che , a differenza degli altri acidi della stessa famiglia , non portano all'aumento di colesterolo nel sangue.

Il cioccolato è un alimento tonico , dato che contiene teobromina , una sostanza stimolante del sistema nervoso, simile alla caffeina o alla teina , che aiuta a combattere la fatica.
Esperti in Nutrizione considerano che il consumo di cacao nelle sue diverse varianti è raccomandabile in una dieta equilibrata ed in quantità moderata ( 20 gr. per persona ) in individui sani di qualsiasi età.

Può aiutare a ridurre la pressione arteriosa , a migliorare la circolazione , a ritardare l'invecchiamento e , compreso , a migliorare lo stato d'animo.
Degustare un buon cioccolato - nero o bianco - sia in barrette che in stampi ( cioccolatini ) , rivestimento di torte , nel gelati o nei dolci o semplicemente liquido in tazza , pare di rivivere un momento squisito uguale a quello del tempo degli aztechi.

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Chocolates, la sensación del placer


25 de noviembre de 2010 - La Habana, (PL) El cacao llegó a Cuba en el siglo XVII, procedente de México y Venezuela, y su cultivo comenzó en esta isla a causa de las jugosas ganancias que ofrecía su comercialización.

Cuenta la historia que los aztecas utilizaban los granos de cacao como moneda, pero surgieron falsificadores que rellenaban las cáscaras vacías del cacao con barro. A esas monedas falsas se las llamaba "cachuachichiua" y su uso era severamente castigado cuando eran localizadas.

De acuerdo con la leyenda de Quetzalcoatl, este dios azteca regaló a los hombres el árbol del cacao, que daría vigor y poderes beneficiosos a quienes lo consumieran, pero fue expulsado del Paraíso y, en su marcha, prometió regresar "por donde sale el sol".

Durante la toma de La Habana por los ingleses, el comercio del cacao llegó a su máxima expresión cuando los franceses que huían de la revolución haitiana se establecieron en la región oriental para cultivar además algodón, añil y café.

Inspirado en el Museo de la Plaza Real de Bruselas, el actual Museo del Chocolate, en el centro histórico habanero, evoca la historia del cacao o cocoa, desde su cultivo, producción, comercialización, hasta sus más variadas formas de consumo.

En La Habana existe desde finales de 2003 el Museo del Chocolate en la que fuera residencia de los condes de Lagunilla, allí en la célebre Casa de la Cruz Verde, en Amargura y Mercaderes, punto de partida de la procesión del Santo Vía Crucis en los viernes de cuaresma.

Diversos paneles muestran su historia, las variedades cultivadas en Cuba, las marcas más conocidas y las fábricas chocolateras que existieron en La Habana como La Estrella.

Ese interesante museo cuenta con una colección de tazas chocolateras de porcelana inglesa, alemana, italiana y francesa de los siglos XIX y XX.

También hay chocolateras de cerámica, cazuelas, cántaros y tazones de loza inglesa de los siglos XVIII y XIX, encontradas en excavaciones arqueológicas de la zona.

La taza bigotera francesa que invitaba a beber chocolate sin mojarse los bigotes es una de las novedades exhibidas en las vitrinas junto a la cacharrería de cobre española: chocolateras, jarras y cafeteras.

Se muestran moldes de baquelita y un envase para confituras donados por el Museo del Cacao y Chocolate de Bruselas.

El Museo del Chocolate nos permite conocer que la primera fábrica cubana de chocolate se fundó en Santiago de Cuba a principios del siglo XX, llamada La India. Luego vinieron La Española, Baguer, La Estrella y Armada. Hubo chocolaterías francesas en La Habana, donde se hizo muy famosa La Dominica.

La manteca de cacao servía como combustible en el alumbrado doméstico; para preparar pomadas en las farmacias y para la elaboración de jabones y cosméticos en perfumerías.

La singular casa del Chocolate ofrece el exquisito chocolate en taza, cuya base exclusiva es el famoso cacao de Baracoa, donde resulta difícil elegir entre sus especialidades: el Tradicional, con vainilla y canela; o el Azteca, con pimienta y nuez moscada.

Revelan las bitácoras de farmacéuticos de época que el chocolate tiene poder curativo y durante el siglo XVIII se ofrecían en las boticas diversas variedades como el chocolate purgante a la magnesia, el chocolate anti-veneno, y chocolate de avena, arroz y cereal.

Se creó hasta un chocolate con extractos de carne, recomendado para niños y personas convalecientes.

Pero cierto es que el chocolate y sus derivados son alimentos muy energéticos por su alto contenido de hidratos de carbono y de grasas provenientes de la manteca de cacao, aceite obtenido tras exprimir las almendras de cacao molidas.

En ella predominan ciertos ácidos grasos saturados como el esteárico que, a diferencia de otros ácidos de su misma familia, no tienen relación con el aumento de las cifras de colesterol en sangre.

El chocolate es un alimento tónico, dado que contiene teobromina, una sustancia estimulante del sistema nervioso, similar a la cafeína del café o a la teína del té, que ayuda a combatir la fatiga.

Expertos en Nutrición consideran que el consumo del cacao en sus diversas variedades es recomendable dentro de una dieta equilibrada y en cantidades moderadas (20 gramos por persona) para individuos sanos de todas las edades.

Puede ayudar a reducir la tensión arterial, a mejorar la circulación, a retrasar el envejecimiento e, incluso, a mejorar el estado de ánimo.

Degustar un buen chocolate -negro o blanco-, ya sea en barras, moldes (bombones), como revestimiento de tortas, en helados y postres o simplemente líquido, semeja vivir un momento exquisito de placer igual al de tiempos aztecas.

 

 

 

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Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Novembre 2010 07:25  
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