Di Associazione Culturale Madrugada - Padova - 08/11/2011 - Comincia l'8 e si conclude il 13 novembre “Americana”, la III Rassegna di Cinema
Latinoamericano a Padova, promossa dall'Associazione Culturale Madrugada, in
collaborazione col Consiglio di Quartiere 4 Sud-Est, l'A.I.E. (Associazione Migranti).
L'iniziativa si dividerà tra la Sala Fronte del Porto - Film Club (martedì 8 e mercoledì 9) e il
suggestivo Bastione Alicorno (11-12-13 novembre), luogo in cui ci saranno anche gli eventi
collaterali: mostra di fotografie “I volti del Venezuela” di Yeslaine Avila e Ivan
Campagnola, un concerto con il trio “Villa El Salvador” (Elena Carraro, Soto Chero
David Beltran, Pasquale Cosco) che ricorda João Rubinato, in arte Adoniran Barbosa, il
cosiddetto “Re del Samba”, figlio di immigrati italiani che sono partiti alla volta del Brasile
da Cavarzere.
Tra i film proposti, una retrospettiva dedicata ad Arnold Antonin, il regista haitiano che
con le sue opere, è da sempre impegnato nel mantenere viva la memoria del suo paese e
nel far conoscere, all'estero, la cultura, la storia, la realtà del popolo haitiano. Esce per la
prima volta in Italia, il suo ultimo documentario su Jacques Roumain, scrittore, poeta e
politico dell'isola della prima parte del 900. La retrospettiva riproporrà anche “Cronaca
di una catastrofe annunciata”, narrazione del prima, durante e dopo terremoto che nel
2010 ha causato la morte di oltre 200.000 haitiani. Domenica 13, al Bastione Alicorno,
sarà presente in sala Emilia Ceolan, ex Responsabile del Progettomondo MLAL,
organizzazione impegnata da sempre a Haiti e in vari luoghi del mondo.
Particolarità del lavoro di Madrugada quest'anno, è la partecipazione delle giovani
stagiste che hanno tradotto alcuni titoli di Antonin e di cui racconteranno l'esperienza nel
corso della rassegna.
“Tocar y Luchar” di Alberto Arvelo e “A slum of symphony” di Cristiano Barbarossa,
sono i 2 titoli che andranno ad arricchire le serate, raccontandoci la forza del progetto
musico-sociale delle orchestre giovanili del Venezuela.
Venerdì 11 il Bastione ospiterà il giornalista Fulvio Grimaldi, col suo documentario
“Messico – angeli e demoni nel laboratorio dell'Impero”. l documentario illustra una
situazione drammatica e poco nota. Che cosa hanno deciso gli U.S.A. e l’occidente per i
popoli del Sud del Mondo? Rievocando la grande storia della rivoluzione messicana,
Grimaldi fornisce una visione completa degli eventi grazie alle preziose testimonianze di
migranti, di alcune vittime di narcos, degli estorsori e delle bande di assassini, che a
centinaia di migliaia ogni anno da questo paese e dal Centroamerica perseguono il sogno
di una vita negli Stati Uniti; le donne di Ciudad Juarez, mare di sangue al confine con il
Texas, e di tante altre località.
Presenti alcuni documentari del regista lucchese Roberto Giovannini e Procura de Deus
dell'italo-brasiliano Marcel Cordeiro.
“Juruna, o espirito da floresta”, documentario di Armando Lacerda, approfondirà la
dolorosa esperienza degli indigeni Xavante e di Mario Juruna, primo e unico deputato
indigeno del Parlamento brasiliano, che – come ha commentato il regista haitiano Antonin
– potrebbe essere definito il “Marthin Luther King degli indios”.
Il programma è visionabile a breve sul sito:
http://associazionemadrugada.wordpress.com
A seguire, le sinossi dei film in programma e le biografie dei registi
La mécanicienne
Arnold Antonin – 2003 – 13 min. - Haiti
Questo documentario è dedicato a tutte le donne che malgrado le avversità della vita, decidono di
fare un mestiere tradizionale.
Courage de femme
Regia Arnold Antonin – 2000 – 17 min.
Due donne mantengono le loro famiglie e spaccando pietre per venderle agli imprenditori edili. Il
documentario è stato premiato al Festival di Cannes.
Cronaca di una catastrofe annunciata + 365 giorni dopo
Regia Arnold Antonin - 2010 - 20 min. - Haiti
Il racconto del terremoto che nel 2010 ha causato 150.000 morti nell'isola di Haiti prima, durante e
dopo un anno. Lo sforzo di allertare la società civile del pericolo imminente, non è servito a ridurre
i danni.
Jacques Roumain, la passione di un paese
Regia Arnold Antonin – 2008 – 111 min. - Haiti
dedicato a uno dei maggiori autori della letteratura haitiana. Attraverso il racconto della vita di
questo intellettuale, Antonin ripercorre la storia della prima metà del 900, analizzando con poesia,
passione e coraggio le influenze, gli avvenimenti e le riflessioni che hanno determinato il destino di
Haiti e del mondo.
Girato nel 2008 e presentato a numerosi festival nel 2009, il film ha vinto diversi premi tra cui:
Miglior Film Documentario Festival Schermi Neri di Yaoundé (Camerun), Miglior Documentario
al FEMI (Festival Cinema Guadalupe)
Jacques Roumain
Nato a Port-au-Prince 4 Giugno 1907 e morto il 18 agosto, 1944, era un famoso intellettuale haitiano. Ha
pubblicato diversi libri tra cui "Signori della rugiada", adottato anche come testo scolastico a Haiti, Cuba e
altri paesi. Nel 2007, sono stati organizzati molti eventi culturali per commemorare il centenario della sua
nascita.
Arnold Antonin
Nasce a Port-au-Prince, nel 1942. Regista e professore universitario, presidente dell'associazione
dei cineasti di Haiti. L'opera che lo fa conoscere al grande pubblico è "Ayiti, men chimen liberté,
documentario contro la dittatura di Duvalier. Riceve molti riconoscimenti e il suo film "Courage de
femmes", viene premiato a Cannes, nel 2002. Dopo molti anni di esilio, nel 1986 ritorna ad Haiti e
fonda il Centro Culturale Pétion - Bolivar, in cui si favorisce il dibattito politico. Organizza il forum
"Libre du jeudi", in cui si sviluppano iniziative e dibattiti. Ha all'attivo una ricca filmografia.
Juruna, o espirito da floresta
Armando Lacerda – 2008 – 80 min. - Brasile
Màrio Juruna realizzò l’impresa di creare la Commissione Permanente dell’Indio, di cui fu
presidente per tutto il suo mandato. In questi quattro anni, il Brasile e il mondo interruppero il
genocidio che si preparava all’interno delle foreste in nome dell’ordine e del progresso. L’eloquenza
feroce di Màrio Juruna venne ascoltata a Brasilia, a Rio de Janeiro e Sào Paulo, a Roma, a
Rotterdam, a Berna.
Mario Juruna - figlio del cacicco Xavante Apoena , nasce in un villaggio nei pressi della foce di
Aironi (Mato Grosso) nel 1942. Dopo aver viaggiato per gran parte del Brasile, negli anni 70,
comincia la sua battaglia per i diritti degli Indigeni Xavante. Fu eletto deputato federale e, durante
il mandato (1983-1987), creò la Commissione Permanente degli Indigeni alla Camera, e istituì il
primo incontro dei leader indigeni in Brasile, che riuniva 644 Cacicchi in tutto il paese. Muore il
18 luglio 2002 a causa di complicazioni dovute al diabete.
Armando Lacerda
Giornalista e documentarista brasiliano, attivo dal 1973, ha lavorato per l'Università di Brasilia,
sceglie da sempre di occuparsi di temi sociali. Ha realizzato corti, medi e lungometraggi – coi quali
è stato premiato in diverse occasioni - tra cui Arraes Taí (1979), Taguatinga em Pé de Guerra
(1980), Cora Doce Coralina (1981), Janela para os Pirineus (1996), A Guerra do Contestado
(1999) and A Divina Comédia de Salvador Dali (2002).
Brasile – un viaggio tra sogno e realtà
Regia Roberto Giovannini – 2000 - 36' 35'' - Brasile
Un viaggio tra i riti della santeria yoruba e un accampamento indigeno, suggestivo sguardo che con
mirabile assenza di giudizio ci mostra alcuni aspetti di un paese tanto ricco di mescolanza.
Brasile, quando lo sviluppo è partecipazione
Regia Roberto Giovannini – 2002 - 24 min. - Brasile
A ottobre del 2000, su incarico dell'associazione internazionale AIFO, è in BRASILE per
documentarne l’operato in campo socio/sanitario (istruzione, lebbra, ragazzi di strada).
Brasile: il coraggio e la speranza
Regia Roberto Giovannini – 2004 - 33' 35'' - Brasile
Nel documentario vengono trattati problemi di povertà, di sovraffollamento delle favelas, dei
ragazzi di strada e della sanità, soprattutto riguardo alla lebbra.
Roberto Giovannini
Regista impegnato sin dall'età di 18 anni, tra il 1964 e il 1966, frequenta il Centro Sperimentale di
Cinematografia a Roma e, in particolare, i corsi di fotografia, montaggio e regia. Produce molti
documentari, frutto delle tante esperienze fatte nei suoi viaggi in Africa e Sud America. Lavora
anche a produzioni televisive.
http://sites.google.com/site/robertogiovanninidocumentari/Home
Messico – angeli e demoni nel laboratorio dell'impero
Regia Fulvio Grimaldi – 2011 – 90 min. - Messico
Il documentario illustra una situazione drammatica e poco nota. Che cosa hanno deciso gli U.S.A. e
l’occidente per i popoli del Sud del Mondo? Rievocando la grande storia della rivoluzione
messicana, Grimaldi fornisce una visione completa degli eventi grazie alle preziose testimonianze
di migranti, di alcune vittime di narcos, degli estorsori e delle bande di assassini, che a centinaia di
migliaia ogni anno da questo paese e dal Centroamerica perseguono il sogno di una vita negli Stati
Uniti; le donne di Ciudad Juarez, mare di sangue al confine con il Texas, e di tante altre località.
Fulvio Grimaldi
Fulvio Grimaldi. Giornalista, scrittore, inviato di guerra ex-RAI i cui docufilm sullo scontro tra
popoli e imperialismo non verranno mai trasmessi dalla RAI. Il ritornooo del condor è il quarto
documentario sul “continente della speranza”, dopo “Cuba, el camino del sol”, “Americas
Reaparecidas”, “Cuba, Venezuela, Bolivia, Ecuador: l’Asse del Bene”. Si affianca ai suoi popolari
lavori di controinformazione su Balcani, Iraq, Libano, Palestina – “Araba fenice, il tuo nome è
Gaza” – e ai libri sugli stessi argomenti e sulla crisi della Sinistra italiana. Il suo ultimo
documentario è “Maledetta primavera”, su “rivoluzioni e controrivoluzioni e guerre NATO nel
mondo arabo.
http://fulviogrimaldi.blogspot.com/
Procura-se Deus (Cercando Dio)
Regia Marcel Cordeiro – 2006 – 50 min. - Brasile
Il Brasile è un modello di pacifica tolleranza religiosa e convivenza razziale. Ognuno è libero di
credere in uno o più Dei.
Marcel Cordeiro
Marcel Cordeiro è nato a Vítoria nel 1964, discendente da italiani trasferitosi dal Veneto in Brasile.
Falsarella è il suo cognome (Cordeiro è quello della madre). Ha iniziato la carriera come attore
teatrale, per poi dedicarsi alla regia teatrale e al cinema documentaristico, ma anche alla pittura.
Tra i suoi lavori da ricordare Baby bon bon, La spedizione Tabacchi, L'amico lowcost
A slum symphony – Allegro crescendo
Regia Cristiano Barbarossa – 2004 – 90 min. - Venezuela
Ogni giorno 300.000 bambini dei quartieri più violenti del Venezuela si dedicano alla musica
classica attraverso il Sistema di Orchestre Infantili del Venezuela. Dal 2004 al 2009, il regista e la
sua troupe hanno seguito alcuni di loro in questo progetto sociale che da oltre trenta anni offre a
questi ragazzi un'alternativa di vita, togliendo, molto spesso, dalle loro mani un'arma, por sostituirla
con un violoncello o un clarinetto: Angelica a dieci anni sembrava suonasse il violino da una vita.
Wilfrido é stato il primo a ricevere un’ovazione alla Carnegie Hall. Un film su una sfida quotidiana:
Heidi e Jonathan si salveranno dalla vita di strada e dai loro fratelli grazie alla musica? Attraverso
gli anni, dall'infanzia all'adolescenza, capiremo come la musica avrà cambiato le loro vite,dalle
prime lezioni ai concerti con Abbado, Rattle e Dudamel.
Cristiano Barbarossa
Lavora per RAI 3, scrivendo e dirigendo documentari, appassionato di cinema e letteratura ispanoamericanaa,
dopo diverse esperienze realizza “A slum symphony –Allegroo Crescendo”.
http://www.cristianobarbarossa.com
Les amour d'un zombi
Regia Arnold Antonin – 2010 – 90 min. - Haiti
uno zombie in fuga, racconta alla stampa le sue disavventure, ma anche l'amore che ha per una
donna. Un giornalista segue da vicino la vicenda e, con essa si scopre come un gruppo di politici
decidono di sfruttare la popolarità dello zombie: lo candidano alla presidenza del paese.
Il velo di Berta
73 min.
Il documentario narra la storia della lotta di varie famiglie pehuenche, specialmente delle loro
donne, che dal 1996 difesero il loro territorio, il loro fiume e dei loro antenati dall’invasore
neoliberista. Tra queste donne c’era Berta Quintremán, una anziana pehuenche che mise sotto
scacco il progetto miliardario della diga idroelettrica Ralco nell’alta valle del Bío Bío progetto
portato avanti dalla multinazionale spagnola Endesa. Il film
ha ricevuto il premio Ramsar al V Festival del Cinema di Rodi, in Grecia e il Premio Speciale della
Giuria al Festival dei 3 Continenti di Milano, è il terzo documentario girato dal regista Larrain che
ha lavorato in questa occasione al fianco della documentarista Paillán Jeanette.
Uscito in anteprima a Santiago del Cile lo stesso giorno in cui viene inaugurata la diga Ralco, nel
2005 Il velo di Berta ha debuttato nel concorso olandese per documentari IDFA. Successivamente,
il lavoro è stato al festival di Friburgo (Svizzera), Human Rights Festival di Parigi, Amnesty
International Film Festival (Los Angeles), al festival di Parnu (Estonia) Margaret Mead, New York,
e Terre des femmes, in Germania.
Tocar y Luchar
Regia Alberto Arvelo – 2005 – 80 min. - Venezuela
Documentario sul Sistema di Orchestre Giovanili ed Infantili del Venezuela, una rete di 220
Orchestre Giovanili e 180 Orchestre Infantili, fondata nel 1975 dall’illustre Maestro José Antonio
Abreu.
Alberto Arvelo, cineasta molto conosciuto in America Latina. La sua carriera di regista comincia a
17 anni, quando dirige “Candelas en la Niebla”. Da allora, Arvelo è autore di diversi lungometraggi
“Una Vida y Dos Mandados” (1997), “Una Casa con Vista al Mar” (2001), “Habana, Havana”
(2004), e “Cyrano Fernández”(2006). Riceve vari premi “Miglior Regista” al Festival de Cine
Latinoamericano di New York, “Miglior Regista” al Festival Internazionale di Cinema di Miami,
“Miglior Regista” al Festival Internazionale di Cinema di New York.
1, centomila
Regia Teresa Carreño – 2010 – 9 min. - Italia
In una Milano culturalmente vivace e piena di contraddizioni politiche intellettuali, una signora
borghese prende consapevolezza del dramma palestinese. La donna si informa, e Attraverso la
testimonianza di un attivista e giornalista italiano ucciso a Gaza, cerca di capire cosa stia accadendo
agendo di conseguenza.
Teresa Carreño
nazionalità, venezuelana e italiana. Residente a Milano. Dal 1995 è fotografa professionista.
Filmmaker presso la scuola civica di cinema e televisione di Milano. Diplomata al centro di
fotografia CFP Bauer a Milano. Autrice di innumerevoli reportage, tra cui uno sulle conseguenze
della guerra nella ex Jugoslavia, il Kosovo, Albania e sulla campagna delle Women Black di
Belgrado in lotta contro la guerra. Da queste esperienze nascono diverse mostre in Italia e all’estero
e il volume Tierra de nadie (1994), edito da Fundarte e dall’Ateneo di Caracas. Autrice di diverse
pubblicazioni: nel 1998 Il gesto del dono, edito da Electa Napoli. Nel 2001 Colori di Madre. Edito
da Charta Nel 2003 La storia di Bryan edito da Agorà 35. Ha realizzato diverse mostre fotografiche
in Italia e all'estero. Vincitrice di numerosi riconoscimenti tra cui il San Carlo Borromeo della
società per le Belle Arti. Nel 2004 ideatrice di Oltre Famiglia, un progetto fotografico collettivo per
il settimanale Io Donna sulla crisi dell’istituzione familiare. Dal 2007 curatrice di alcuni progetti
espositivi tra cui La memoria dei Giochi, un progetto interculturale sul tema “gioco e integrazione”
realizzato per le scuole elementari in collaborazione con la Provincia di Milano. Da diversi anni le
sue fotografie vengono messe all’asta dalla Sotheby’s di Milano, in occasione di un progetto per il
centro di Aiuto al bambino maltrattato. Da alcuni anni si dedica allo sviluppo di alcuni progetti
sociali concentrando il suo interesse sul tema dell’ identità di genere, le nuove povertà,
l’integrazione degli stranieri in Italia. Dedica parte del suo lavoro alla ritrattistica e alla fotografia
performativa corporale, come strumento di comunicazione e indagine socio-culturale.
Collabora col Consolato Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela.








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