Quintavenida

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Cuba: in crescita il reinserimento nell'America Latina

E-mail Stampa PDF
Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

Il Governo Cubano di Raúl Castro arriva alla fine di un anno di attiva diplomazia nell'America Latina, nella quale ha rimarcato le affinità, ha stretto i vincoli con il Venezuela e ha profilato l'Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA), come perno della propria politica verso la regione centro-sud americana.

Vertice dell'ALBA

Alcuni presidenti membri dell'ALBA, durante uno dei vertici (Clicca sulla foto per ingrandire) Fonte: IPS - Articolo di Patricia Grogg - Traduzione di Stefano Guastella - 20 Dicembre 2009 - La Habana -  Lo schema lanciato cinque anni fa dal presidente venezuelano, Hugo Chávez, e dal leader storico della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro, ha permesso di mostrare con i fatti i benefici di una integrazione basata sulla cooperazione. L'idea adesso sembra essere quella di rafforzare la sua capacità per difendere la posizione unita dei paesi di fronte all'arena internazionale.

"Siamo obbligati ad assegnarci mete ed obiettivi audaci, partendo da una comprensione realista delle circostanze, ostacoli e pericoli che ci pone di fronte la attuale congiuntura internazionale (...). Uniti saremo sempre in condizioni migliori per affrontare la crisi", ha detto Raúl Castro durante la celebrazione del Quinto anniversario dell'ALBA a La Habana.In una pausa dell'Ottavo Vertice del Gruppo, realizzato il 13 e 14 Dicembre, il Cancelliere dell'Ecuador,  Fander Falconí, ha commentato alla IPS che "l'ALBA è uno spazio di coordinazione geopolitica e di costruzione democratica di un processo d'integrazione". Quito, la capitale dell'Ecuador, si è unita quest'anno al meccanismo, che può già contare su nove paesi. (gli altri paesi sono: Cuba, Venezuela, Antigua e Barbuda, Bolivia, Dominica, Honduras, Nicaragua, Saint Vincent e Grenadines). Prima di questo appuntamento, Chávez e Raúl Castro hanno sottoscritto una serie di accordi per circa 3.000 milioni di dollari. Venezuela è il primo socio cubano, con uno scambio che nel 2008 ha raggiunto e superato i 5.000 milioni di dollari. "Anno dopo anno, la nostra interazione cresce, qualitativamente e quantitativamente", ha detto Castro dopo la firma degli accordi. l'ALBA è nata come una proposta di commercio solidale tra gli stati e come alternativa all'Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA), una iniziativa degli Stati Uniti, che è fallita. Dalla metà di quest'anno, il suo nome si è trasformato in Alleanza, il che a giudizio degli analisti, oltre al carattere economico,  rimarca il carattere politico dell'integrazione che propone.

Cuba privilegia tutto lo schema regionale che esclude gli Stati Uniti e ha chiarito esplicitamente il suo disinteresse a ritornare nell'Organizzazione degli Stati Americani (OEA), che il 3 Giugno, durante il vertice in Honduras, ha tolto senza nessun tipo di condizioni, la sospensione come membro applicata a Cuba e che era stata decretata agli inizi degli anni 60.

Anche così Cuba, ha considerato la decisione del vertice, tenutosi nella città Honduregna di San Pedro Sula, una insolenza indiscutibile, vista la politica seguita da Washington contro Cuba dal 1959. L'impostazione regionale espressa in Honduras, ha dato continuità al processo d'inserimento regionale di Cuba, iniziato in Brasile alla fine del 2008, quando fu accolta nel gruppo di Rio, il forum politico più importante dell'America Latina.

Successivamente, a cominciare dall'inizio del 2009, sono seguite le visite di vari mandatari latinoamericani e caraibici a La Habana. Il capitolo dell'isolamento ha avuto fine, quando anche il governo di El Salvador dell'esponente di sinistra Mauricio Funes, ha ristabilito a inizio giugno le relazioni diplomatiche con La Habana. 

Intanto, la visita dell'11 Dicembre dal cancelliere del Messico, Patricia Espinosa, che ha parlato per circa tre ore con Raúl Castro, ha migliorato le relazioni bilaterali tra i due paesi, dopo le polemiche scoppiate a seguito della decisione cubana di sospendere i voli dal Messico nel periodo della diffusione iniziale del virus della febbre suina.

Il traffico aereo fu ristabilito dopo poco tempo, anche se la tensione di quei giorni fece posticipare a tempo indefinito il promesso viaggio verso la capitale cubana del presidente del Messico, Felipe Calderón.

Questa visita potrebbe adesso realizzarsi nel primo semestre del 2010, intanto Calderón ha inviato a Castro l'invito per assistere ad una riunione regionale che si terrà nel Febbraio prossimo.

Questo appuntamento, previsto in Messico, è la seconda edizione del vertice presidenziale dell'America Latina e dei Caraibi per lo sviluppo. Castro ha assistito al primo incontro di questo tipo, che si è tenuto nel dicembre del 2008 in Brasile, quando diventò ufficiale l'ingresso di Cuba come membro a tutti gli effetti del Gruppo di Rio.

Analisti consultati non scartano la possibilità che il governante cubano partecipi anche all'appuntamento messicano, dato che la politica estera cubana passa giustamente per lavorare "in funzione di una organizzazione senza la presenza degli Stati Uniti", il suo principale avversario ideologico.

Nel vertice delle Americhe che si è tenuto lo scorso aprile, a Puerto España, Trinidad e Tobago, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha ricevuto forti critiche dai suoi colleghi della regione, per la politica di Washington verso l'America Latina ed in particolare verso l'isola caraibica, che in quel momento diventò il centro del dibattito nonostante fosse esclusa dal partecipare all'appuntamento. 

Le tensioni cubano statunitensi, sono scese di tono a partire da quando Obama ha assunto il mandato di presidente USA e, tra gli altri buoni segnali, si sono riallacciati i colloqui migratori che erano stati sospesi alcuni anni fa per decisione del precedente presidente americano, il repubblicano George W. Bush.

Nonostante questo, durante la riunione dell'ALBA, Washington è stata accusata di stare dietro il Golpe di Stato, avvenuto il 28 Giugno, contro il presidente costituzionale dell'Honduras, Manuel Zelaya, e per l'accordo con la Colombia per l'utilizzo da parte di truppe statunitensi, delle basi militari di questo paese, con pericoli per i suoi paesi vicini e per tutta la regione, secondo quanto sostenuto da molti partecipanti.

"Sono fatti avvenuti recentemente, dopo che Obama ha assunto l'incarico di presidente degli Stati Uniti (…). Sono ovvie le reali intenzioni dell'impero, questa volta sotto il sorriso amabile e il volto afronordamericano di Barack Obama", ha rimarcato Fidel Castro in un commento editoriale coinciso con il vertice dell'ALBA.

L'ex mandatario, che ha 83 anni, assente dalla scena pubblica da quando si ammalò nel 2006, ha seguito dettagliatamente la riunione dell'ALBA e, come in altre occasioni, Chávez si è incaricato nuovamente di testimoniare il suo buono stato di salute. Secondo il mandatario venezuelano, Castro "ha assunto che il suo compito è pensare, scrivere e suggerire".

Commenti

Please login to post comments or replies.
Ultimo aggiornamento Sabato 23 Gennaio 2010 08:48  

Login Register





Login
Register


In order to view this object you need Flash Player 9+ support!

Get Adobe Flash player
Joomla! Slideshow

Chi è online

 31 visitatori online

Statistiche

Hits visite contenuti : 1279635