La Giornalista Katia Siberia Garcia, ha pubblicato l'articolo "Periodismo con fobias" sul giornale nazionale, periodico ufficiale del Partito Comunista di Cuba, reclamando maggior trasparenza con la stampa nazionale e criticando dirigenti e funzionari che ostacolano il lavoro dei giornalisti cubani

L'articolo del GRANMA
Fonte: BBC mundo - Traduzione di Stefano Guastella - 24/11/2009 - La giornalista che ha scritto l'articolo, Katia Siberia García, fa riferimento a varie situazioni nelle quali i dirigenti di imprese e entità cubane hanno negato, senza ragioni apparenti, l'accesso a giornalisti dei media ufficiali della stampa nazionale.
Siberia García arriva a domandarsi "Cosa nascondono quelli che rifiutano foto ed interviste? Chi temono quelli che alludono a disposizioni e autorizzazioni per impedire che giornalisti e fotografi dei nostri media possano offrire informazioni? ".
Però la parte più importante dell'articolo è quella in cui si rivela che la massima espressione del potere sull'isola, il Bureau del Partito Comunista, ha emesso una risoluzione secondo la quale nessuno ha diritto di negare le informazioni pubbliche alla stampa.
Senza nessun diritto a negare le informazioni
La nota del Granma rivela che dal 2007, esiste una risoluzione del Bureau Politico "per incrementare l'efficacia informativa dei mezzi di comunicazione, che stabilisce che salvo il segreto militare e di stato, nessuno tiene diritto a negare le informazioni".
Sembrerebbe un cambio di direzione per non incentivare l'ostracismo dei funzionari, dato che adesso questa politica va contro la linea ufficiale del Partito Comunista. Si tratta di un campanello di avviso per tutti quelli che remeranno contro questa decisione.
L'articolo, che ha una importanza ancora più particolare per essere stato pubblicato sul giornale più conservatore del paese, attacca senza diplomazia i "funzionari quasi insormontabili, accessibili solo in atti e riunioni; amministratori che si riparano sotto lo scudo dell'embargo e degli attacchi nemici; Direttivi che sviano a destra e a manca; Addetti alle pubbliche relazioni che intorpidiscono i contatti".
Permessi per entrare
La giornalista racconta una serie di storie nelle quali i dirigenti delle imprese cubane negano l'accesso ai giornalisti nazionali con il pretesto della mancanza di una coordinazione precedente con i loro organismi superiori.
Il caso estremo è quello della direttrice di una scuola secondaria, che ha impedito l'entrata dei fotografi Granma, venuti a riprendere gli studenti nel primo giorno di scuola, perché i giornalisti non avevano una autorizzazione firmata dal Viceministro dell'Educazione.
Detto cos' può sembrare una pazzia, un eccesso di mistero o una estrema protezione di qualsiasi informazione che possa beneficiare il "nemico". Però in realtà le ragioni potrebbero essere molto più "mondane" che "patriottiche".
Il giornale rammenta che "nei negozi che vendono in divisa (cuc), dove tutto è esibito e alla libera vista, è ugualmente proibito scattare foto o accedere alle informazioni". La giornalista non sembra comprenderne la ragione, oppure non la dice nel suo articolo.
Il problema della maggior parte dei negozi è che i prezzi sono "multati", cioè sono applicati dei prezzi maggiori di quanto in realtà dovrebbero essere, e la differenza se la ripartono tra i direttori e gli impiegati del negozio. Questa potrebbe essere una ragione per cui impediscono di scattare le foto.
qualcosa di simile accade anche in altre imprese del paese, dove si esige "autorizzazione precedente" perché i giornalisti possano accedere, che equivale al "tempo sufficiente" per "mettere le cose a posto".






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