Il Ministro di Stato di Palau, Sandra Pierantozzi, ammette che il suo paese ha bisogno degli aiuti dagli USA

Sandra Pierantozzi - Ministro di Stato di Palau (foto da Cubedebate)
Fonte: Cubadebate - Traduzione di Stefano Guastella - 31 Ottobre 2009
Il Ministro dello Stato di Palau, Sandra Pierantozzi, ha ammesso che il suo Governo appoggia l'embargo statunitense contro Cuba per ottenere più aiuti dagli USA. Israele, Palau e Stati Uniti sono stati gli unici tre paesi a favore dell'embargo contro l'isola, nella votazione tenutasi questa settimana all'ONU. 187 paesi hanno votato contro. Nel frattempo, Palau negozia con gli USA per gli aiuti e il Governo Americano ha offerto 156 milioni di dollari per il prossimo anno. Palau però vorrebbe ottenere almeno 225 milioni di dollari......
Intervistatore: James Oaten
Risponde alle domande: Sandra Pierantozzi, Ministro di Stato di Palau.
PIERANTOZZI: Abbiamo sempre votato con gli Stati Uniti, in questo e in motli altri temi posti dalle Nazioni Unite. Manteniamo uan relazione molto stretta con gli USA, chiamata "libera associazione", sotto il Patto di associazioni. Li abbiamo appoggiati con la speranza di avere un alleato.
Oaten: Però quali sono le ragioni? Per caso è solo per dimostrare che voi siete amici degli USA o per un interesse particolare su quello che sta succedendo a Cuba? ,
PIERANTOZZI: Non abbiamo relazioni diplomatiche con Cuba e in questi momenti stiamo analizzando la nostra situazione. Abbiamo considerato già da tempo la possibilità di stabilire relazioni diplomatiche con Cuba e stiamo notando che Cuba si fa sentire nel Pacifico. Però vogliamo essere sicuri che che non si commettano atrocità o violazioni ai diritti umani nei paesi con cui vogliamo stabilire relazioni diplomatiche.
OATEN: Però il voto è stato di 187 a 3 contro l'embargo. Perché?
PIERANTOZZI: Si, viviamo ancora in un mondo libero, vero? Però Palau spera di poter votare a favore di quello che vuole senza sentire la pressione di tutti.
OATEN: Però se voi state cercando di stabilire relazioni con Cuba o se ci state pensando, non crede che questo voto a favore dell'embargo possa ostacolare questi sforzi?
PIERANTOZZI: Come ho già detto, ci stiamo ancora pensando. In questo momento non abbiamo niente di accordato con Cuba o che venga da Cuba e ancora non è l'ora di cambiare la nostra posizione. Come ho detto, siamo ancora in un mondo libero e siamo ancora uno dei paesi liberi del mondo e siamo liberi di decidere quando e come agire. Allora, in questo momento, questo è il nostro voto, può darsi che cambi, non so. Vorremmo anche che gli USA cambino le loro prospettive. Vorremmo sapere cosa sta facendo il resto del mondo.
OATEN: Quindi quello che è certo è che se gli USA cambiano anche Palau cambierà?
PIERANTOZZI: No, noi non dobbiamo seguire necessariamente gli Stati Uniti, però potrebbe essere una considerazione. Abbiamo una forte relazione con gli USA e non vogliamo mettere a rischio questa relazione perché danneggerebbe il benestare dell'economia di Palau.
OATEN: OK, va bene, su questo argomento, Stati Uniti e Palau hanno concluso dei negoziati in questo momento. Da quando Palau è diventata indipendente, gli Stati Uniti le hanno inviato aiuti diretti, equivalenti a 225 milioni di dollari, negli ultimi 15 anni. Washington adesso dice che nel prossimo periodo, è disposto a dare 156 milioni di dollari. Palau come minimo vuol mantenere i 225 milioni. La somma che riceveva inizialmente dagli USA. Fino a che punto questo accordo influisce sulla decisione di Palau di votare in accordo con gli USA? Per caso Palau ha bisogno di maggiori aiuti dagli Stati Uniti e questa è la ragione per la quale state votando in accordo con gli USA su questo tema?
PIERANTOZZI: Beh, noi abbiamo votato con gli USA dal primo giorno.
OATEN: Però non è che per caso questi negoziati riusciranno a portare più aiuti economici da parte degli USA di quello che attualmente vi è stato proposto, influenzando la decisione di Palau?
PIERANTOZZI: Ah, speriamo succeda, davvero, speriamo che succeda. Come ho detto, Palau ha sempre votato in questa maniera.
OATEN: Palau ha accettato ultimamente di ricevere 13 detenuti di Uigur, provenienti dal Centro di Detenzione statunitense della Baia di Guantánamo. Anche questo è in relazione ai negoziati per ricevere aiuti?
PIERANTOZZI: No, perché qualcuno della stampa ha iniziato a dire che Palau stava facendo questo in cambio di 200 milioni di dollari. Questo è completamente falso. Palau ha accettato l'invito degli USA e Palau è anche cosciente del fatto di essere membro della comunità di nazioni, e cerchiamo di compiere la nostra parte e non sappiamo perché l'affare degli detenuti di Guantanamo, deve essere trattato qui, dato che abbiamo rifugiati di Myanmar che sono stati portati qui a Palau e a cui nessuno pare che importi qualcosa, specialmente alla UNHCR della Australia, che sono venuti qui, hanno parlato con loro. Perché è concentrata l'attenzione sui detenuti di Guantanamo e non sugli altri rifugiati?
OATEN: Va bene, quindi come ho detto prima, gli Stai Uniti hanno proposto di dare a Palau 156 milioni di dollari nei prossimi 15 anni. Palau ne vuole 225. Ci sono in atto negoziati in questo momento. Ci potrebbe aggiornare su come vanno i negoziati?
PIERANTOZZI: L'offerta finale degli USA è già stata fatta. Abbiamo fatto una analisi economica di questa offerta e, se la accettassimo in questo momento, ridurrebbe il PIL di Palau e il livello di vita dei suoi abitanti durante i prossimi 15 anni e noi, i capi, pensiamo che questo non è accettabile per il nostro popolo.






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