Nonostante Obama abbia tolto alcune restrizioni all'embargo, il servizio di telecomunicazioni sull'isola per adesso non migliora. Gli Usa dichiarano di aver allentato le restrizioni, Cuba obietta che ancora pesano i 160 milioni di dollari di fondi Etecsa bloccati negli USA

Però il governo guidato da Raul Castro controlla tutte le reti di comunicazione e le imprese statunitensi devono prima raggiungere un accordo con il monopolio dell'ETECSA.
Senza risposta
Sono passati i mesi senza nessuna risposta alla proposta di Obama. Però in un telegiornale ufficiale, trasmesso sabato scorso, la direttrice delle operazioni internazionali dell'ETECSA, Vivian Iglesias, ha spiegato che ci sono due grandi ostacoli per chiudere questi accordi: i circa 160 milioni di dollari dell'ETECSA che il governo USA tiene congelati dal 2000 e le restrizioni commerciali imposte dall'Atto della Democrazia Cubana del 1992, che obbligano Cuba a pagare le compagnie statunitensi attraverso altri paesi, il che suppone costi di transazione aggiuntivi.
“Può sembrare che l'amministrazione Obama abbia ampliato le possibilità di comunicazione", ha dichiarato la Iglesias, “Però noi sappiamo che, ameno che non cambino restrizioni del tipo come l'Atto di Democrazia Cubana e altre che sono state inasprite dal 1992, non ci potrà essere una comunicazione normale".
Le affermazioni della Iglesias, sono servite a ricordare che ancora esiste un muro di diffidenza tra i due paesi, separati da 50 anni di relazioni ostili e politiche emozionali. Gli antecedenti accordi tra le imprese di telecomunicazioni degli USA e l' ETECSA terminarono alla fine degli anni 90, quando i legislatori statunitensi ordinarono di congelare i fondi dell'ETECSA come rimborso alle famiglie cubanoamericane che vinsero una causa per omicidio colposo contro il governo cubano per la morte di quattro piloti di un gruppo di esiliati cubani, avvenuta nel 1996.
La Iglesias ha detto che questo denaro è stato rubato all' ETECSA e non è stato restituito.
Mancanza nelle comunicazioni
“I motivi che hanno portato al furto dei nostri fondi, sono attivi ancora oggi", ha affermato. "Se queste restrizioni non cambieranno, sarà impossibile che ci siano comunicazioni dirette tra Stati Uniti e Cuba".
Altri giudici celebrati negli USA negli ultimi anni, hanno sentenziato centinaia di milioni di dollari da far pagare al governo cubano, che è a corto di liquidità e si mantiene all'erta contro le responsabilità finanznairie addizionali che potrebbero derivare da nuovi accordi con compagnie statunitensi.
Cuba è attualmente tra i paesi con le peggiori connessioni dell'emisfero, con 12,6 telefoni per ogni 100 persone, secondo i dati forniti dalle NAzioni Unite. Un numero limitato di professionisti cubani ha accesso a internet, però la maggioranza lo può fare dai luoghi di lavoro, dove le comunicazioni sono sotto controllo. Un ora di acceso a internet, con una connessione estremamente lenta, da un hotel turistico, può costare al lavoratore cubano una settimana di salario.
Neppure le comunicazioni attraverso il telefono cellulare a Cuba sono migliori. Anche se il presidente Raúl Castro ha abolito l'anno scorso la legge che proibiva a un cubano normale di poter avere un cellulare, le tariffe per le chiamate locali sono sui 50 centesimi di dollaro al minuto. Una chiamata da un cellulare verso gli USA costa più di un dollaro al minuto e ci sono poche alternative per poter sentire i propri familiari che vivono in Miami o in Spagna, se si considera che il programma Skype per chiamare attraverso internet è stato bloccato la scorsa estate dal governo cubano.
L'impulso
La decisione del governo di Obama include il permesso perché le compagnie di telecomunicazioni USA installino cavi a fibra ottica e allacciamenti tramite satelliti tra USA e Cuba. Permette anche che vengano firmati accordi di roaming tra compagnie di telefonia mobile degli USA e quelle cubane. Inoltre autorizza che i cittadini statunitensi paghino ai cubani i servizi di televisione via cavo e via satellite di compagnie USA, servizi che però a Cuba sono illegali.
Le misure fanno parte di un pacchetto di riforme che ha facilitato inoltre le visite da parte dei cubanoamericani ai familiari che vivono nell'isola e l'invio di aiuti finanziari. Altre misure per migliorare le comunicazioni, come una proposta per ristabilire il servizio diretto delle poste tra i due paesi, sono ancora allo studio nel contesto del disgelo generale tra USA e Cuba.
“La nostra posizione è che ci sia più informazione, e non meno, che arrivi al popolo cubano", ha affermato giorni addietro Dan Restrepo, assessore di Obama. La direttiva del presidente Obama non menzionava i fondi congelati dell'ETECSA.
Non è strano che Cuba continui a dare la colpa di molte sue mancanze nelle telecomunicazioni alle sanzioni commerciali USA, che storicamente hanno cercato di isolare il paese. "Cuba ha solo una linea di telecomunicazione con il resto del mondo, e questo avviene via satellite", ha assicurato il direttore del marketing della ETECSA, Jorge Luis Lerga, in una recente intervista rilasciata alla televisione statale. "La sua capacità è dieci volte minore di un cavo di fibra ottica internazionale", ha spiegato.






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