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José Luis Moreno del Toro: Orgogliosamente Holguinero

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di  Luis Alberto Periche  (studente di Giornalismo di Holguín)

Di/Por: Luis Alberto Periche - enviado por  Alexis Rojas Aguilera - Trad.  Stefano Guastella 

  José Luis Moreno del Toro: Orgogliosamente Holguinero

José Luis Moreno del Toro: Orgullosamente Holguinero

José Luis Moreno del Toro

 

Holguín - 10 febbraio 2011 -  Siano benedetti i giorni di festa culturali che lo fanno ritornare al suo luogo di origine! Viene da lontano e non per vacanza o per nostalgia: conserva parte della sua storia in queste strade. Le altre terre sono testimoni di quella che è stata la sua vita. Se ne va, però ogni volta ritorna, “come gli alberi traggono il loro sostento dalle radici”.  Lo incontro nel parco del popolo, dove iniziò a camminare. Fu li che diventò adolescente, fumando il tabacco creolo; qui visse per 19 anni, José Luis Moreno del Toro, professione medico, narratore e poeta, uno dei grandi di Holguín.

Senza nessun problema mi concede un appuntamento. So dove trovarlo. Ogni volta che visita Holguín, qualcosa di speciale lo porta all’Hotel Don José. Nella sua abitazione c’è molto di più che un letto per poter riposare e dell’incenso che profuma l’ambiente. La risposta è ovvia, però preferisco ascoltarla da lui.

"Cosa c’è di speciale in questo hotel?”

Beh, questa è una camera personalizzata, con foto che appartengono a qualcosa che potrebbe essere una autobiografia. Qui le conservo tutte,  dalla prima che, secondo quanto dice mia madre, mi hanno fatto quando ero piccolo. Conservo fotografie della mia famiglia, dei miei amici e altre che rappresentano un po’ della mia storia e lunghi periodi di questi sessanta e passa anni di vita.
Questa camera fa parte del focolare domestico che mi ha accolto fin da piccolo, della casa dove sono nato, è una buona parte dei miei ricordi e, inoltre, mi trattano molto bene, mi sento comodo
”.
José Luis iniziò a studiare a Santa María de Caguairanar, Cacocum. Lasciò Holguín nel 1962, per andare a studiare medicina a La Habana: “Fu là che diventai un medico, un poeta, uno scrittore, un maestro, anche se quest’ultimo ruolo, veramente lo consolidai a  Holguín, durante la campagna di alfabetizzazione”.

Ha pubblicato le  seguenti raccolte di Poesie:  Carta (1983), Beber de la lluvia (1988), Sonata
de la ciudad
(1988), Del agua y los signos (1991), Aguas del espejo (1995), Otras formas del insomnio (1995),  La otra mordida de la manzana (pubblicato in Colombia, nel 1997), Agualuna del otoño (2002), Violeta ya no vive aquí (2003) e la antologia Mar de leva (2007), tra le altre.

libro Mar de Leva
Uno dei libri di José Luis Moreno del Toro

Quanto Holguín c’è nelle sue opere?

"Credo che praticamente ci sia tutto. Holguín è presente nelle mie opere e le mie opere sono presenti a Holguín. Quello che sono, quello che ho, quello che devo, lo devo fondamentalmente al fatto di essere nato qui e di esserci vissuto per tutta la mia infanzia, la mia fanciullezza, la mia adolescenza. E se ho dovunto assentarmi, è stato per le congiunture della vita, per le situazioni che si sono create, ma sono sempre tornato qui. Qui sono le mie radici, sono holguinero e sono molto orgoglioso di esserlo, come parte dell’essere cubano. Sono orgogliosamente cubano".

Moreno lavora come professore di Chirurgia Generale nell’Ospedale Universitario “General Calixto García”, a La Habana ed è inoltre membro dell’Unione Nazionale degli Scrittori e Artisti di Cuba (UNEAC).  Per lui non c’è molta distanza tra l’esercitare la professione di medico e le arti.

Che  legame esiste tra la chirurgia e la letteratura?

"Sono cose che si integrano. Io sono tanto medico come scrittore e tanto scrittore come medico. Dico sempre che sono due arcangeli on due demoni che mi accompagnano. La chirurgia,  in particolare nella medicina e nella letteratura, specialmente la poesia. La poesia e la chirurgia sono parti fondamentali, integrali e integrate alla mia vita, alla mia persona".

Che legame c’è tra la sua letteratura e la politica?
"Tutto. Sono un politico, un essere umano politico come tutti nel mondo. Nessuno può separare il sociale dal personale. Dipende dalla tendenza che ognuno sceglie o da quello che i tuoi principi, le tue responsabilità o la vita, ti segnalino. 
Sono una persona completamente sociale e all’interno del sociale, dato che sono un uomo rivoluzionario, comunista, e non mi pentirò mai di esserlo, per questo vivo orgogliosamente, come per il fatto di essere holguinero
".

José Luis Moreno del Toro
 José Luis Moreno del Toro


Come riesce a dividersi tra gli impegni artistici e commerciali?

"Le mie opere letterarie, non sono niente di commerciale. Io scrivo quello che sento e quello che posso. Non scrivo per vendere, nessun poeta scrive per vendere. José Lezama Lima diceva che lui non concepiva l’idea di un poeta che vivesse nello splendore, (inteso come luci della ribalta, sotto la luce dei riflettori), però questo è il mio splendore: non vendere, anche se, per fortuna o per disgrazia, tutti i miei libri sono commercializzati.  A volte cerco di vedere se qualcuno si stanca e lascia i miei libri, però non riesco a trovarli. Sarà perché li gettano rapidamente in luoghi ignoti? Nella spazzatura? Nessuno li recupera? Oppure sarà che sono conservati con molto affetto? La gente dice che io ho troppi pazienti e molti alunni che comprano le mie opere. Questo è sicuro”.

Lei ha già raccontato molto su questo grande poeta e saggista,  José Lezama Lima, di cui è stato medico personale ed amico. Cosa pensa di questo geniale scrittore?

"E’ da molto tempo che parlo di Lezama, però non mi stanco mai di parlare di lui, così come di José Martí. Adesso uscirà una pellicola dove apporterò la mia testimonianza, che avrà un ruolo importante.  Lezama era uno dei miei migliori e più grandi maestri. Io ha avuto la fortuna di essere suo amico e suo medico, come lo sono  stato per altri intellettuali del ‘Grupo  Orígenes(1), tra i quali Eliseo, Cintio, Fina e molta altra gente. Sono stato ancora più fortunato nell’essere amico e medico di Lezama perché… questo mi conforta molto”.

Dottor José, i suoi poemi sono stati tradotti in varie lingue. Il racconto “Flor de Pino” (Fiore di Pino),
pubblicato in  Nicaragua, nel 1984, è stato trasformato in pellicola cinematografica dalla cineasta Laura
López ed ha ricevuto premi internazionali nei festival del cinema e della televisione.
Ha meritato la Distinzione per la Cultura Nazionale della Repubblica di Cuba e il premio “Hacha de Holguín”
(2) Ha dei paradigmi? Quali sono i suoi modelli di riferimento? nel 1993, il premio “Escudo de la Ciudad de Gibara” nel 1995 e la Distinzione di Cittadino Onorario della Colombia nel 1997. Attualmente presiede la Cattedra Cubana dell’Istituto Superiore di Scienze Mediche a La Habana. 

"Come scrittori? Moltissimi. Il primo è Martí , questo è il più importante, quello fondamentale, il più grande per i cubani. Ce ne sono altri nell’America: Lezama, Eliseo, Cintio, Alejo, Nicolás, Neruda, Ernesto Cardenal... dai quali abbiamo sintetizzato i nostri valori".

José Luis Moreno del toro
José Luis Moreno del Toro, è stato amico e medico personale di José Lezama Lima 


Si dice che stia per arrivare un’altra opera di un certo Dottor Moreno...

"E’ un racconto autobiografico, piena di molti ricordi e di molta. Allo stesso tempo, sto scrivendo anche alcune memorie più autobiografiche di questo racconto. E’ una testimonianza più fedele. Avanza lento, però avanza".

A 67 anni di età, le restano ancora molti sogni da raggiungere?

"Molti. Alcuni non li potrò raggiungere. Adesso ho l’obiettivo di lottare contro il tempo, perché la mia vita si va accorciando. I sogni sono come le pene, sono talmente tanti che mi travolgono. So che se riuscirò a compierli, dopo ce ne saranno altri. Sono un uomo che sogna molto, però con i piedi per terra".

Come vorrebbe che fosse ricordato José Luis Moreno quando non ci sarà più?

"Come una persona semplice, come un holguinero. Ho sempre avuto una sola cosa come ambizione: essere utile, un uomo utile. Non mi interessa che mi ricordino per niente altro. Questa è la mia unica ambizione. Alcuni mi ricorderanno bene, altri non lo faranno, mi ignoreranno. Però spero che coloro che mi ricorderanno, lo facciano considerando che io sia stato un uomo utile".

NOTE

(1)    –Grupo Orígenes.  Gruppo di Intellettuali della cultura cubana , che si distinse per la ricchezza dei loro apporti e la differenza tra gli stili all’interno del formidabile congiunto di idee e ricerche che gli dettero unità. Nel 1944 fu fondata una rivista culturale  con l’omonimo nome del gruppo. La rivista fu pubblicata, con uscite trimestrali fino al 1956, quando per una disputa tra i suoi due direttori, (Lezama y Rodríguez Feo), la rivista sparì definitivamente – (Fonte ECURED)

(2)    – Premio Hacha de Holguín- Statuetta che rappresenta l’originale costruito dagli abitanti aborigeni della zona, intorno al XV secolo, che fu ritrovato da un ufficiale dell’esercito spagnolo nel 1860 . Il 28 maggio del 1981, l’Hacha de Holguín è stata dichiarata simbolo del territorio. L’originale rappresenta una figura antropomorfa, mascolina, con un diadema nella parte superiore e i bracci collocati sul petto. Il pezzo originale misura 350 mm di altezza, 76 mm di larghezza e 48 mm nel punto del suo maggiore spessore. La statuetta fac-simile è stata consegnata ad alte personalità che hanno visitato Holguín, a centri di lavoro e studio, ad operai che hanno ottenuto la distinzione di “Avanguardia” e a importanti figure della cultura e della Scienza, che hanno dato il loro meritorio apporto alla località e al paese. (Fonte Casa de Iberoaméricas)    

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José Luis Moreno del Toro

 

Holguín - 10 de febrero de 2011 -  ¡Benditos días de fiesta cultural que lo traen de regreso a su rincón! Viene desde lejos y no por vacaciones o añoranza: guarda parte de su historia en estas calles. Otras tierras son testigos de lo que ha sido su vida. Se va, pero siempre vuelve, "como los árboles a beber de la raíz". Entonces lo encuentro en el parque del pueblo donde aprendió a caminar. Allí se hizo adolescente, disfrutó del tabaco criollo; aquí vivió 19 años José Luis Moreno del Toro, médico, narrador y poeta, de los magnos que ha aportado Holguín.
Sin ruegos me concede la cita. Sé dónde hallarlo. Siempre que visita Holguín algo especial lo lleva al Hotel Don José. En su habitación hay mucho más que una cama para descansar e incienso que perfuma el ambiente. Es obvia la respuesta, pero prefiero escucharla.

¿Qué hay de especial en este hotel?

"Pues esta habitación personalizada con fotos que pertenecen a lo que pudiera ser una autobiografía. Aquí guardo desde la primera que, dice mi madre, me hicieron cuando era pequeño. Conservo fotografías  de mi familia, de mis amigos y otras que representan un poco mi historia a grandes trancos en estos sesenta y tantos años de vida. Esta habitación es parte del hogar que yo tuve aquí, de la casa donde nací; es una buena parte de mis recuerdos y, además, me tratan muy bien, siento mucha comodidad".
Alfabetizó en Santa María de Caguairanar, Cacocum. Dejó Holguín en 1962, para estudiar Medicina en La Habana: "Allá me hice médico, poeta, escritor, maestro, aunque esto último, verdaderamente lo consolidé en Holguín, en la Campaña de Alfabetización".

José Luis Moreno del Toro
José Luis Moreno del Toro, frente al hotel "Don José" en Holguín (Foto Baibrama)

Ha publicado los poemarios: Carta (1983), Beber de la lluvia (1988), Sonata de la ciudad (1988), Del agua y los signos (1991), Aguas del espejo (1995), Otras formas del insomnio (1995) y La otra mordida de la manzana en Colombia (1997), Agualuna del otoño (2002) y Violeta ya no vive aquí (2003), así como la antología Mar de leva (2007), entre otros.

¿Cuánto de Holguín hay en sus obras?

"Creo que todo. Holguín está en mi obra o toda mi obra está en Holguín. Lo que soy, lo que tengo, lo que me debo, se lo debo fundamentalmente a haber nacido aquí y haber estado toda mi infancia, mi niñez, mi adolescencia. Y si he tenido que estar ausente fue por coyunturas de la vida, por situaciones,
pero siempre regreso. Esta es mi raíz, soy holguinero, me siento muy orgulloso de serlo como parte de ser cubano. Soy orgullosamente cubano". 

Moreno ejerce como profesor de Cirugía General en el Hospital Universitario General Calixto García, de  La Habana, y además es miembro de la Unión Nacional de Escritores y Artistas de Cuba. Para él no hay tanta distancia entre el ejercicio de la Medicina y las artes.
¿Qué vínculo existe entre la cirugía y su literatura?

"Son cosas que se integran. Soy tan médico como escritor y tan escritor como médico. Siempre digo que son dos arcángeles o dos demonios que me acompañan. La cirugía en particular, en la Medicina, y dentro de la literatura, la poesía. La poesía y la cirugía son partes fundamentales, integrales e
integradas a mi vida, a mi persona".

¿Qué media entre su literatura y la política?

"Todo. Soy un  político, un ser político como todo el mundo. Nadie puede divorciar lo social de lo personal. Depende de la tendencia que se escoja o que tus principios, tus responsabilidades o la vida te señalen.
"Soy un ser completamente social y, dentro de lo social, pues soy un hombre revolucionario, comunista, de lo cual no me arrepentiré nunca, por lo que vivo muy orgulloso también, como de ser holguinero".

¿Cómo enfrenta la dicotomía entre lo artístico y lo comercial?

"Mi obra literaria no es nada comercial. Yo escribo lo que siento y lo que puedo. No escribo para vender, ningún poeta escribe para vender. Decía Lezama que él no concebía a un poeta que viviera en el esplendor, pero ese es mi esplendor: no vender, aunque por suerte o desgracia todos mis libros se comercialicen. A veces trato de ver si alguien se cansa y los suelta, pero no los encuentro. ¿Será que los desechan muy rápido a lugares ignotos, a la basura, y nadie los recupera o los guardan con mucho cariño? La gente dice que yo tengo demasiados pacientes o muchos alumnos que compran las obras. Puede ser eso parte de una certeza".

Ya ha contado mucho sobre ese gran poeta y ensayista, José Lezama Lima, de quien fuera médico personal y amigo. ¿Qué visión tiene de ese genial escritor?

"Hace mucho que hablo de Lezama, pero de él nunca me puedo cansar de hablar, como de Martí. Ahora saldrá una película donde voy a tener una parte importante en el testimonio. Lezama era uno de mis mejores y grandes maestros. Yo tuve la suerte de ser su amigo y de ser su médico, como de
otros del grupo Orígenes, entre ellos Eliseo, Cintio, Fina y mucha otra gente de la cual también lo he sido, y de Lezama, mucho más porque... eso me reconforta mucho".

José Luis Moreno del Toro
José Luis Moreno del Toro, fue médico personal y amigo de José Lezama Lima

Sus poemas han sido traducidos a varios idiomas. El relato Flor de Pino, publicado en Nicaragua, en 1984, fue llevado al cine por la cineasta Laura López y recibió premios internacionales en festivales de cine y televisión. Mereció la Distinción por la Cultura Nacional de la República de Cuba y el Hacha de Holguín en 1993, el Escudo de la Ciudad de Gibara en 1995 y la Distinción de Ciudadano Honorífico de Colombia en 1997. Actualmente  preside la Cátedra de Cultura Cubana del Instituto Superior de Ciencias Médicas de La Habana.
¿Paradigmas?

"¿Escritores? Muchísimos. Martí primero, ese es el más importante, el fundamental, el más grande para los cubanos. Hay otros en América: Lezama, Eliseo, Cintio, Alejo, Nicolás, Neruda, Ernesto Cardenal... de los que hemos sintetizado nuestros valores".

Dicen que está próxima otra entrega de Moreno...

"Es una novela auto biografiada, llena de muchos recuerdos y mucha ficción. También estoy escribiendo a la par unas memorias más autobiográficas que la novela. Es más testimonial. Va muy lento, pero va".

José Luis Moreno del Toro
Moreno del Toro, es autor de numerosas publicaciones y mereció la Distinción por la Cultura Nacional de la República de Cuba y el Hacha de Holguín en 1993, el Escudo de la Ciudad de Gibara en 1995 y la Distinción de Ciudadano Honorífico de Colombia en 1997. Actualmente  preside la Cátedra de Cultura Cubana del Instituto Superior de Ciencias Médicas de La Habana 

A los 67 años de edad, ¿le quedan muchos sueños por cumplir?

"Muchos. Algunos no los voy a poder cumplir. Ahora me queda la meta de luchar contra el tiempo, porque la vida se me va acortando. Los sueños son como las penas, son tantas que me atropellan. Sé que si logro cumplirlos vendrán otros. Soy un hombre que sueña mucho, pero con los pies sobre la tierra.

¿Cómo quisiera José Luis Moreno que lo recordaran cuando ya no esté?

"Como una simple persona, como un holguinero. Siempre he ambicionado una sola cosa: ser útil, ser un hombre útil. No me interesa que me recuerdencomo nada más. Esa es mi única ambición. Unos me recordaran muy bien, otros
no lo harán, me ignoraran, pero quienes me recuerden, que lo hagan como un
hombre útil".

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Dicembre 2011 10:25  

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