Di
Alexis Rojas Aguilera - Traduzione di
Stefano Guastella
Juan Rafael Pérez: Il mago dei meccanismi
“Sono nato per il mondo della meccanica, nella città di Velasco, non sono mai andato male negli studi, non sono mai stato tra i migliori, ma neppure tra i peggiori”, aggiunge con modestia questo scientifico, che ha fatto rotta verso i suoi sogni quando è entrato nella Scuola Vocazionale “Mario Martínez Arará” di San Andrés per poi terminare nella Vocazionale delle Scienze Esatte “José Martí”, della città di Holguín.
Intorno al 1979, il giovane Juan Rafael, improvvisamente si trovò negli studi preparatori della Università di Camagüey, conclusi come componente del Quadro di Onore. L’anno successivo attraversava l’Atlantico per andare verso la città ucraina di Járkov, nell’allora Unione sovietica.
Juan Rafael passò sei anni, tra il difficile apprendimento della lingua russa e cercando di resistere a “el gorrión”, la tremenda nostalgia, equivalente cubano della brasiliana “saudade”,a causa della tremenda distanza dal suo paese di origine. Riuscì però a ricevere dall’Istituto Politecnico di Járkov, il Diploma d’Oro in Ingegneria Meccanica.
Finalmente di ritorno alla sua Isola adorata, quasi come in un sogno e fresco di scuola, entra a far parte di un collettivo con molta storia nel campo delle produzioni di questo genere, un punto di riferimento nello sviluppo delle macchine agricole cubane, “il miglior luogo per un giovane con la voglia di ricercare, di creare di realizzare un’opera scientifica”, assicura.
Sono passati 24 anni e molta acqua sotto i ponti. In tutto questo periodo, che comprende i complicati anni 90, Juan Rafael è cresciuto molto e sotto vari aspetti, come lavoratore, come ricercatore e come dirigente di un collettivo segnato dal talento e dalla creatività, con una carriera segnata da tutte le tappe, da disegnatore meccanico a specialista in apparecchi meccanici, da aspirante ricercatore a ricercatore ausiliario e poi titolare, oltre a varie responsabilità di direzione.
Tra questi ultimi incarichi, che gli hanno offerto altre visioni molto utili per il suo lavoro nel campo della scienza, “la mia passione” dice, ci sono quella di Capo del Dipartimento degli Utensili, Vicedirettore dello Sviluppo, Scientifico e di Ricerca fino ad assumere, pur se per breve tempo, la Direzione Generale del Collettivo.
Adesso è pienamente consacrato al lavoro di ricerca, a “Visualizzare tutto il meglio, perché gli utensili siano più efficienti e produttivi, economici e versatili e utili al paese”; dice che alcune conoscenze apprese negli anni, come la metodologia dell’insegnamento della lingua russa e la padronanza dell’inglese, lo studio sui carichi di sfruttamento negli organi di lavoro delle macchine combinate per la canna da zucchero e la maestria nell’ingegneria meccanica, legata all’agricoltura, gli hanno spianato il cammino.
Anche il suo lavoro come Professore per i post laureati dell’Università Oscar Lucero Moya di Holguín, su temi come l’introduzione di metodi tensiometrici e di elementi finiti, sistemi meccanici e ad azionamento idraulico, gli anno aperto nuove prospettive da conoscere.
Naturalmente un uguale impatto hanno avuto sulla sua formazione i più di 20 corsi di aggiornamento ricevuti in differenti campi come: metodologia di ricerca, linguaggi cibernetici, idraulica, strategie di mercato e molti altri profili.
La stessa dinamica di lavoro del CEDEMA, aggiunge, ha fatto di me un innovatore e un razionalizzatore, quasi senza che io me lo aspettassi, facendomi ottenere i riconoscimenti sociali che da questo derivano.
Nell’appartamento dove risiede, nel Barrio Pedro Díaz Coello della città di Holguín, la conversazione che abbiamo iniziato nel suo centro di lavoro, continua fluente, con temi che interessano Juan Rafael, che fa notare che la sua vita negli ultimi due decenni, ha avuto molto a che fare con le macchine per la raccolta della canna, le KTP1, 2 y 2M prodotte e altre che, pur senza entrare nelle linee di produzione di massa, hanno concentrato i suoi sforzi.
No ho nessun dubbio, sul fatto che l’industria zuccheriera e i suoi derivati, prima o poi tornerà nei primi piani dell’economia cubana, dato che questo è parte imprescindibile della nostra identità e la missione del collettivo di cui faccio parte, tra le altre cose, è quella di offrire al paese e alle industrie zuccheriere e meccaniche, le opzioni più competitive, efficaci, attrattive e promettenti, quando questo venga richiesto.
Quindi, anche se sembra pensare a quando giocava con “i gioghi di legno dei buoi” nelle veraci terre di Velasco, sottolinea che le ricerche sul funzionamento dei sistemi idraulici, regimi termici, dinamici e altri, fanno parte delle sue “modeste” creazioni professionali.
Allo stesso tempo, la creazione di software e di numerosi testi da consultare, sono il risultato del suo intenso lavoro scientifico, che nonostante tutto, non lo priva del piacere di cooperare con la formazione delle giovani generazioni di studenti, fare da tutore alle tesi di grado e di partecipare nei fondamentali eventi scientifici del ramo meccanico e della scienza cubana.
I meccanismi rappresentano una grande attrazione per Juan Rafael Pérez Pupo, anche se qualche volta “possono farmi prendere qualche lavata di testa. Fa parte delle probabilità della vita”.
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Juan Rafael Pérez: El embrujo de los mecanismos
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| Juan Rafael Pérez |
Por
Alexis Rojas Aguilera - Holguín - 9 de diciembre de 2010 - Siempre los mecanismos ejercieron un enorme atractivo en Juan Rafael Pérez Pupo. Desde muy chico en su natal Velasco o después en Lindero o Fray Benito, sitios en los que transcurrió la infancia y venció los primeros estudios, solía procurarse algún que otro regaño por ser tan “averiguao” de las interioridades de juguetes y de otras cosas que le rodeaban en el entorno familiar y escolar.
Es que los mecanismos siempre me fascinaron, un embrujo difícil de explicar ejercían y ejercen sobre mí, señala sonriente hoy este hombre de 49 años, nacido un 27 de diciembre y Doctor en Ciencias Técnicas, entre los principales investigadores del Centro de Desarrollo de la Maquinaria Agrícola (CEDEMA) de la provincia de Holguín.
Nací para el mundo de los hierros en medio del entorno velasqueño y nunca tuve malos resultados docentes, tal vez no los mejores pero nunca de los peores, añade con modestia este científico, que enrutó hacía el logro de sus sueños cuando ingresó en la Escuela Vocacional Mario Martínez Arará de San Andrés y culminó en la Vocacional de Ciencias Exactas José Martí, de la ciudad de Holguín.
Para 1979, el joven Juan Rafael, de pronto se vio cursando estudios preparatorios en la Universidad de Camagüey, concluidos como integrante del Cuadro de Honor y un año después cruzaba el Atlántico rumbo a la ciudad ucraniana de Járkov, de la entonces Unión Soviética.
Seis años pasados, incluido el difícil aprendizaje del idioma ruso y vencer “el gorrión” anidado en la distancia geográfica, en el Instituto Politécnico de esa ciudad de Ucrania recibía Diploma de Oro en Ingeniería Mecánica.
De regreso a la Isla añorada, casi como en un sueño y apenas “sin resuello” ingresó en un colectivo de mucha historia y realizaciones, que marca pautas en el desarrollo de la maquina agrícola cubana, “el mejor lugar para un joven con ansias de investigar, de crear, de hacer una obra científica”, asegura.
Veinticuatro años pasaron y más de una gaviota sobre el mar. En este período, incluidos los muy complejos años de la década de los 90, Juan Rafael creció mucho y de muchas maneras como trabajador, investigador y dirigente de un colectivo signado por el talento y la creatividad, con el tránsito por escalones como diseñador mecánico, especialista en equipos mecánicos, aspirante a investigador, investigador auxiliar y titular, y varias responsabilidades de dirección.
Entre estas últimas, que le ofrecieron visiones otras muy útiles para su labor en el terreno de la ciencia, “mi pasión”, estuvieron la de jefe del Departamento de Implementos, subdirector de Desarrollo, Científico y de Investigaciones y hasta brevemente asumió la conducción general del colectivo.
Ahora plenamente consagrado a la labor investigativa, a “visualizar más y mejor para que los “hierros”sean más eficientes y productivos, económicos, versátiles y útiles al país”, dice que algunos conocimientos también incorporados como la metodología de la enseñanza del idioma ruso y el dominio del inglés, el estudio sobre cargas de explotación en los órganos de trabajo de las máquinas combinadas cañeras y la maestría en ingeniería mecánica vinculada con la agricultura, favorecieron el camino.
También su labor como profesor en postgrados de la Universidad Oscar Lucero Moya de Holguín, sobre temas como la introducción de métodos tensométricos y elementos finitos, sistemas mecánicos y accionamiento hidráulico, le granjearon nuevas perspectivas de saber.
Naturalmente que igual impacto en su formación reconoce de los más de 20 cursos de postgrados recibidos en asuntos tan disímiles como metodologías de investigación, lenguajes cibernéticos, hidráulica, mercadotecnia y otros muchos perfiles.
La propia dinámica del trabajo en el CEDEMA, añade, casi sin esperarlo un día hizo de mí un Innovador y Racionalizador y tuve los reconocimientos sociales de ello derivados.
En el apartamento donde reside, en el reparto Pedro Díaz Coello de la ciudad de Holguín, la conversación iniciada en su centro de labor, fluye matizada por un extenso corolario de asuntos que interesan a Juan Rafael, quien apunta que su vida en las últimas dos décadas tiene estrecha relación con las cosechadoras cañeras, las KTP1, 2 y 2M producidas y otras que sin entrar en líneas de fabricación masiva concitaron los esfuerzos.
No abrigo la menor duda, afirma, de que la industria azucarera y de derivados, más temprano que tarde deberá retornar a los primeros planos de la economía cubana, pues es parte consustancial de nuestra identidad y la misión del colectivo al que pertenezco, entre otras, es ofrecer al país y a las industrias azucarera y mecánica las opciones más competitivas, eficaces, atractivas y prometedoras cuando se requiera.
Entonces, aunque parece pensar en cuando jugaba con “yuntitas de bueyes de madera” en las feraces tierras de Velasco, apunta que investigaciones sobre funcionamiento de sistemas hidráulicos, regímenes térmicos, dinámicos y otros forman parte de sus “modestas” realizaciones profesionales.
Igualmente la creación de software y de numerosos textos de consulta, figuran como resultado de su intensa labor científica, la cual sin embargo, no le priva del placer cooperar con la formación de las jóvenes generaciones de estudiantes, tutorar tesis de grado y participar en fundamentales eventos científicos de la rama mecánica y la ciencia cubana.
Los mecanismos resultan un enorme atractivo para Juan Rafael Pérez Pupo, aunque alguna vez “puedan costarme un regaño. Es parte de las probabilidades de la vida”.





