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Spettacolare grotta subacquea scoperta nella Gegira di Gibara

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 Di/Por Alexis Rojas Aguilera - Trad. Stefano Guastella

Foto / Fotos: Cortesía del Comité Espeleológico de Holguín

Spettacolare grotta subacquea scoperta nella Gegira di Gibara

Espectacular Cumpleaños en La Gegira de Gibara

Cueva

Gibara - Holguín - 12/12/2011 -  E’ stata quasi una casualità.  José Alberto Pino, vicepresidente del gruppo Speleologico Carsico della città di  Holguín, specializzato in immersioni, parlando con un amico della zona di Tierra Buena, presso la località de La Gegira, nel municipio di Gibara, nella provincia di Holguín, è venuto a conoscenza dell’esistenza di un promettente Cenote (1)  presente in questa zona.

    José Alberto  si è messo in contatto immediatamente  con Arturo Rojas, leader di questo collettivo di speleosubacquei, creato e autofinanziato da non molto tempo, così come i gruppi Cristal e Taguabo, facente parte come altri che si sono formati in vari municipi, del Comitato Speleologico del territorio. Il gruppo è dedicato all’esplorazione delle caverne secche.

Tutto questo è successo pochi giorni fa, ricorda Arturo e al principio ci prendevano in giro, dicendo che era una “storiella da contadini”, dato che la ricerca cartografica realizzata non rivelò nessuna vacuità con un nome riconosciuto e segnalato nell’area suggerita.  
   “Bene, dato che bisogna vedere per credere, convocammo il gruppo e il 4 dicembre eravamo già sulla zona”.

     L’arrivo del gruppetto formato anche da Pavel González, Walmer Pérez, Celso Pérez, Maikel Córdova, Yordanis de la Cruz, Osmel Silva  e Orlay Leyva, che si sono presentati a Tierra Buena con i palloni subacquei e tutte le attrezzature del caso, è stato accolto con calore dagli abitanti del luogo.

   “Così che poco dopo l’arrivo eravamo già in viaggio attraverso il monte per arrivare al posto che gli abitanti locali chiamano ‘poza de Martín’, che esplorammo senza però veder esaudite le nostre speranze. 
    Tra lo sconsolato e il deluso, mentre raccoglievamo ‘gli attrezzi’, la guida Domingo Paz, ci disse che a circa 50 metri da li, c’era un burrone simile a quello appena visitato. E così andammo a verificare
.”

Cueva
 L'entrata della grotta

   Arturo fa un respiro profondo. Gli occhi gli brillano di emozione. “quando ho visto il posto, il mio cuore ha sobbalzato. Il colore dell’acqua, il terreno ripido, la verginità della natura che lo circondava, furono segnali inequivocabili per i miei occhi che hanno già visitato molte grotte cubane sommerse”. 
   “Questo luogo, che non appariva con nome in nessuna mappa del  Gruppo Carsico, avrebbe potuto riservarci delle sorprese”.

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 A sinistra: preparazione all'immersione - A destra: José Alberto Pino Cuenca, 51 anni, vicepresidente del gruppo di Speleosub "Cársico" di Holguín. Preparatore dei sub, con 30 anni di esperienza. 


    Casualità volle, quella stessa casualità che ci aveva portato sul luogo, che quel giorno fosse il compleanno di Orlay. E allora, per divertimento, fu deciso di segnare la grotta con il singolare nome di Compleanno.

   E questa cavità naturale, davvero Ha colmato i sogni di un collettivo di uomini e donne intrepidi che incanala la sete di forti emozioni, attraverso la rischiosa, pericolosa, rotta della ricerca di grotte sommerse.

cueva
 Arturo Rojas Cruz, presidente del gruppo "Cársico". 50 anni, 26 anni di esperienza subacquea. Istruttore di sub.


LA GROTTA

     “Dato che stavamo facendo una esplorazione preliminare”, interviene Walmer Pérez  nella conversazione con il giornalista, “alla quale si aggiungono poco a poco tutti i componenti del Gruppo Carsico, composto da un eterogeneo nucleo di esperti subacquei e da giovani che sono alle loro prime esperienze con le immersioni, non avevamo l’attrezzatura sufficiente a realizzare una ricerca più esaustiva”.  
   “Abbiamo fatto tutto il possibile in quella circostanza, e questo è stato già abbastanza” aggiunge Maikel e tutti iniziano a ridere, felici.

immersione
 Foto di una spedizione precedente, nella grotta di Hoyo Verde, vicina alla spiaggia di Caletones, sempre a Gibara.

Ecco la cronaca di quel giorno:
   Dopo mezzogiorno il gruppo inizia ad immergersi nell’acqua dolce.  Prima entrano Arturo, Walmer e Orlay. Con abilità iniziano la loro discesa,  evitando le zone fangose. Arrivano ai 20 metri attraverso il pozzo, quasi verticale.

    Trovano sul loro percorso una stretta galleria e ne approfittano per sistemare le corde guida per poi continuare.  Il contatore di Walmer registra 31 metri, quello di Arturo 30. Decidono di penetrare in una delle gallerie che appaiono in quasi tutte le direzioni: orizzontali e inclinate verso la profondità. Avanzano e all’improvviso si apre di fronte a loro e in basso, un enorme spazio adornato da bellissime stalattiti, stalagmiti, colonne e altre formazioni geologiche tipiche delle caverne. Il gruppo prosegue la sua esplorazione sulla parte del tetto della caverna.

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Foto scattata a  Hoyo Verde. Un sub cerca l'uscita.

    Non credono a ciò che vedono. Nuotano fino ad esaurire i 100 metri di corda guida che si erano portati . Calcolano la larghezza della grotta in circa 70 metri. E’ incredibile. I loro occhi non avevano mai visto niente di simile in nessun’altra parte dell’isola. 

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 Il tetto della grotta


   I subacquei incrociano delle Stygicola Dentata (2) che gli passano accanto come dei fulmini e non mancano gamberetti ciechi, con il corpo corto, trasparenti e con denti lunghissimi, oltre ad altri animaletti appartenenti alla fauna  subacquea non meglio identificati. Il gruppo fa ritorno alla superficie.

pesce endemico di cuba stygicola dentata
Stygicola Dentata - Pesce endemico di Cuba, tipico delle grotte subacquee.

    Vicino alla bocca della caverna,  Pino, Celso e Pavel stanno aspettando pronti a saltare anche loro nel fosso.  Arturo e Walmer mettono a posto la carica di ossigeno per lavorare con pressioni convenzionali. Non hanno a loro disposizione nessuna mescola gassosa per tentare di cercare alcuni dei fondali che hanno potuto apprezzare da lontano, grazie al fascio di luce delle lanterne.

    Uno dopo l’altro si immergono. Cercano il vasto spazio appena scoperto. Arturo segnala una galleria che parte da una parete. Entrano dentro. E di li a poco, un altro anfiteatro della stessa magnitudine di quello visto poco prima, o forse ancora più bello, appare loro dall’oscurità. Meraviglia dopo meraviglia. Termina il segmento di corda guida che era stata aggiunta.
 
    Sono affascinati, però non possono continuare. Si impone un sensato ritorno alla superficie. E’ già trascorso metà del pomeriggio del 6 dicembre. Prima che cali il tramonto sulla città di Holguín, la Direzione del Comitato Speleologico viene a conoscenza della notizia dell’importante scoperta. Molto presto la notizia si diffonde al resto del paese.

 

Sub all'uscita
 I sub all'uscita.



POCHI GIORNI DOPO

    Nell’abitazione del presidente del gruppo Taguabo, vicino alla stazione ferroviaria della città, una trentina di speleologi viene a conoscenza di tutti i dettagli della esplorazione realizzata pochi giorni prima. Domandano, si guardano l’uno con l’altro, analizzano, obiettano.

    Decidono sulla necessità di continuare l’esplorazione più dettagliata della grotta, di preparare una cartografia prima possibile. Si propone un traguardo più ambizioso, la ricerca su tutta la zona, dove sono state avvistate altre formazioni di grotte sommerse e secche.  

    “Il proposito”, sottolinea  Juan Guarch, presidente del Comitato Speleologico, “richiede lo sforzo congiunto di tutti i gruppi della capitale provinciale e, forse, dell’appoggio degli altri gruppi della provincia”. Il gruppo sta calcolando le risorse necessarie e la probabile durata della campagna. Questa scoperta è un tesoro e andranno alla sua ricerca.

    Sanno che le maggiori incognite di questa area lontana dalla costa, devono ancora essere scoperte.
Compleanno”, può risultare una scoperta superiore a “Tanque Azul” e a “Hoyo Verde”. Lo spazio, o meglio, gli spazi scoperti, non hanno uguali nel paese. Si parla di un sistema di grotte complesso, di interconnessioni. Qualcuno ricorda i sistemi inondati di Sac Aktún e di Ox Bel Ha nello stato di Quintana Roo,  in Messico, tra i più grandi del mondo. I più esperti subacquei del Gruppo Carsico si guardano negli occhi… li aspettano anni di duro lavoro.

NOTE


(1)    Cenote - (pronunciato in spagnolo messicano [se'note]) è il nome dato in America Centrale e Messico meridionale a un tipo di grotta con presenza di acqua dolce. Il nome deriva dalla parola Maya dz'onot. Attualmente il termine è usato anche per descrivere fenomeni carsici simili in altre nazioni come l'Australia, dove sono semplicemente chiamati sinkholes e contengono profondi laghi di acqua dolce con trasparenza cristallina che attirano speleosub da tutto il mondo.  http://it.wikipedia.org/wiki/Cenote


(2)    Stygicola Dentata (In spagnolo Lucífuga) Conosciuta anche come Poey, in onore allo zoologo Felipe Poey, che ha identificato la specie nel 1958, è un pesce endemico di Cuba, appartenente alla famiglia delle Bythitidae. Non si trovano molte informazioni in lingua  italiana, a parte questo, (tradotto in maniera approssimativa) http://www.multilingualarchive.com/ma/enwiki/it/Stygicola_dentata -  Per chi fosse interessato, segnalo alcuni siti in altra lingua: http://en.wikipedia.org/wiki/Stygicola_dentata - http://en.wikipedia.org/wiki/Felipe_Poey

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Gibara - Holguín - 12/12/2011 - Fue casi de casualidad.  José Alberto Pino, vicepresidente del grupo Espeleológico Cársico de la ciudad de Holguín especializado en buceo, en  conversación con un  amigo de la zona de Tierra Buena, próxima a La Gegira,  del municipio de Gibara, en la provincia de Holguín, supo de: la existencia de un Cenote prometedor en esa zona.


    Rápidamente contactó con Arturo Rojas, líder de ese colectivo de espeleobuzos con relativo poco tiempo de creado y autofinanciado—al igual que Cristal y Taguabo, para la exploración de cavernas secas--, integrantes como otros formados en varios municipios, del Comité Espeleológico del territorio.
     Esto ocurrió hace poquísimos días, recuerda Arturo y si, en principio,  bromearon con aquello de “cuento de campesino”, la búsqueda cartográfica realizada  no reveló ninguna oquedad con nombre reconocido y señalizada en el área sugerida.

   “Bueno, pues como vista hace fe, convocamos al grupo y alrededor del cuatro de diciembre estábamos en la zona”.
     Al llegar “el piquete”, formado además por Pavel González, Walmer Pérez, Celso Pérez, Maikel Córdova, Yordanis de la Cruz, Osmel Silva  y Orlay Leyva, a Tierra Buena con los balones subacuáticos y demás andariveles, tuvieron una acogida muy cálida de los vecinos de la comarca..
   “Así que poco tiempo después estábamos rompiendo monte, para llegar-- a la llamada por los lugareños --  poza de Martín, la cual exploramos sin cumplir con las esperanzas forjadas.  

    Medio decepcionados, mientras recogíamos “los cheles”, el guía Domingo Paz, dijo que a unos 50 metros de allí,  había una furnia parecida. Y fuimos a averiguar.”

Cueva
 La entrada de la cueva


   Arturo respira hondo. Los ojos le brillan de emoción. “Desde que vi la Dolina, el corazón me dio un vuelco. El color del agua, lo abrupto del terreno, la virginidad del entorno, resultaron señales para estos ojos que nadaron ya muchas cuevas inundadas cubanas.

   “Este sitio que no aparecía con nombre en ningún mapa del carso, podía depararnos sorpresas”.

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 A izquierda: Se preparan para la inmersión - A la derecha: José Alberto Pino Cuenca, 51 años, vicepresidente del grupo de Espeleobuceo Cársico de la ciudad de Holguín. Entrenador de buceo. 30 años de experiencia.

    Quiso la casualidad, la misma  que los había llevado al lugar, fuera el día del natalicio de Orlay. Entonces, como agasajo, decidieron inscribir la cueva con el singular nombre de Cumpleaños.

   Y esta perforación natural si colmó los sueños de un colectivo de hombres y mujeres intrépidos que encauza la sed de emociones fuertes, por la riesgosa, peligrosa, ruta de la investigación  de las formaciones cavernarias inundadas.

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Arturo Rojas Cruz,  presidente de Cársico.50 años. 26 de experiencia subacuática. Instructor de buceo..

LA CUEVA    

     Como estábamos practicando una exploración preliminar, terció Walmer Pérez en la conversación con el  reportero-- a la cual se suman poco a poco todos los integrantes de Cársico, heterogéneo núcleo de expertos buceadores holguineros con jóvenes que apenas se estrenan en el desafío de las aguas--,  no contábamos  con la cantidad de recursos necesarios para emprender una investigación más exhaustiva.   Hicimos lo posible en esa circunstancia, que fue mucho, añade Maikel y todos ríen, felices.

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En una expedición anterior en la cueva Hoyo Verde, cerca de la playa Caletones, también en Gibara.

    Pasado el medio día penetraron  el agua dulce. Primero lo hicieron Arturo, Walmer y Orlay. Con maestría comenzaron el descenso, evadiendo zonas turbias.  Llegaron a los 20 metros por el pozo casi vertical.
    Encontraron un laminador o galería estrecha, donde ajustaron las cuerdas guías y continuaron. Walmer registra 31 metros en su contador. Arturo 30. Deciden penetrar por una de las galerías que aparecen casi en cualquier dirección: horizontales e inclinadas hacia la profundidad. Avanzan y de pronto se abre ante ellos y por debajo, un enorme salón adornado con bellísimas estalactitas, espeleotecmas, estalagmitas, columnas y otras formaciones geológicas cavernarias. Exploran pegados al techo.

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Esta imágen fue tomada en Hoyo Verde. Un buzo busca la salida.

     No dan crédito a lo que ven. Nadan hasta agotar los 100 metros de cuerdas guías que llevaban. Calculan el ancho en unos 70 metros. Es increíble. Nunca ojos en la Isla vieron similar espectáculo.

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 Imágen del techo de la cueva


   Cruzan varias Lucífugas como relámpagos y no faltan los camarones ciegos, de corto cuerpo, transparentes y larguísimas muelas, y algún animalejo más de la fauna cavícola que no identifican. Retornan a la superficie.

pesce endemico di cuba stygicola dentata
Lucifuga, pez cavícola, ciego

     Cerca de la boca de la caverna, Pino, Celso y Pavel esperan listos para saltar al foso. Arturo y Walmer reponen la carga de oxígeno para trabajar con presiones convencionales. No tienen disponibles mezclas gaseosas para intentar buscar alguno de los fondos que apreciaron, lejanos,  con el haz de luz de las linternas.

    Uno tras otro se sumergen. Buscan el salón recién encontrado.  Arturo señala una galería que parte desde una pared. Entran. Y a poco, otro anfiteatro casi de igual magnitud, ¿o tal vez más?, surge de la oscuridad. Asombro sobre asombro. Se agota el segmento de cuerda guía adicionada.

    Están fascinados, pero no pueden continuar. Se impone el sensato regreso. Es ya la media tarde del seis de diciembre.  Antes del anochecer en la ciudad de Holguín, la dirección del Comité Espeleológico conoce la noticia del importante descubrimiento. Pronto se difunde al país.

Sub all'uscita
 Saliendo de la inmersión

BREVES  DIAS  DESPUES

    En la vivienda del presidente del grupo Taguabo, cerca de la estación de ferrocarril de la ciudad, una treintena de espeleólogos conoce un sinfín de detalles de la exploración realizada. Inquieren. Se admiran. Analizan. Opinan.

    Deciden sobre la necesidad de continuar la exploración más detallada de la cueva, de cartografiarla lo antes posible. Se plantean una meta más alta, la investigación de toda la zona, donde se avistaron otras formaciones cavernarias inundadas y secas.

    El propósito, apunta Juan Guarch, presidente del Comité Espeleológico, requiere del esfuerzo mancomunado de todos los grupos de la capital provincial y, quizás, del apoyo de otros de la provincia.  Calculan los recursos necesarios y la probable duración de  la campaña Es un tesoro e irán en su búsqueda.  

    Saben que las mayores incógnitas en esta área alejada de la costa, aún deberán ser despejadas. Cumpleaños puede resultar superior a Tanque Azul y Hoyo Verde. El salón, los salones descubiertos, no tienen igual en el país. Se habla de un sistema cavernario complejo, de interconexiones.  Alguien recuerda los sistemas inundados de Sac Aktún y Ox Bel Ha en el estado de Quintana Roo,  en México, de los mayores del mundo.  Los más expertos buzos de Cársico se miran…serán años de duro hacer.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Domenica 29 Gennaio 2012 07:43  

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