Di
Alexis Rojas Aguilera - Foto di Israel, cortesia della Vedova, Yolanda Domínguez García
Traduzione di
Stefano Guastella
Se n’è andata “la mano destra” dell’eterna e storica vittoria della “Pedro Sotto Alba”
Moa (Holguín) - 15 febbraio 2011 - Fin da bambino, sono stato amico di Israel Jorge Pérez Díaz e, nonostante i molti anni di differenza tra di noi, la nostra amicizia è stata qualcosa che è durata nel tempo, oltre le distanze e le circostanze. Solo di recente sono venuto a conoscenza della sua morte, avvenuta il 20 dicembre 2010 a La Habana. Israel è stato uno dei grandi ingegneri, nati in questa piccola isola caraibica, “la mano destra” di quello che, giustamente, è stato definito “Il Girone Tecnologico infernale dell’Impero Yankee” e cioè la messa in funzione dell’Industria “Comandante Sotto Alba”, di Moa, poco dopo la sua schiacciante sconfitta nelle spiagge della “Baia dei Porci” (Playa Girón). Clicca su leggi tutto per continuare - Haz click sobre "leggi tutto" para continuar
Israel era di Matanzas, nato nel febbraio del 1933, e fin da quando era poco più che un bambino, abbracciò l’ideale martiano: “Con los pobres de la tierra quiero yo mi suerte echar” (Voglio condividere la mia fortuna con i poveri della terra).
Fu un dirigente studentesco già dalle scuole medie fino al quarto anno della carriera d’Ingegneria Meccanica, nell’Università d’Oriente e quando Batista decretò la chiusura della importante casa di studi in Santiago de Cuba, nel novembre del 1956, Israel era il Presidente della Scuola e il vicepresidente dell’Università.
I genitori decisero di mandarlo a concludere i suoi studi all’Università della Louisiana, negli Stati Uniti, luogo nel quale si laureò nel 1958, mentre allo stesso tempo svolgeva la funzione come attivista nei meeting, raccoglieva fondi e faceva propaganda di appoggio per il Movimento 26 di Luglio, che stava scatenando la guerra di liberazione nelle montagne e nelle città di Cuba.
Agli inizi dell’anno 1959, dopo la Vittoria della Rivoluzione, Pérez Díaz ritornò alla sua terra amata e lavorò alla conclusione della moderna industria idrometallurgica del nickel la “Moa Bay Mining” , che la omonima Compagnia Americana Moa Bay Mining Co. stava costruendo nel territorio a circa 180 km ad est della città di Holguín, oggi capoluogo della provincia cubana che porta il suo stesso nome.
Seguirono giorni di apprendimento sulla nuovissima tecnologia di “Lisciviazione Acida a Pressione”, ancora oggi la più efficiente del suo tipo a livello mondiale e a lavorare su impianti determinanti, come quelli della Generazione di Idrogeno, Acido Sulfureo, e Precipitazione dei Solfuri.
Israel ricevette anche una preparazione specifica per poter partecipare alla prima messa in moto dell’industria, nel giugno di quello stesso anno e in un secondo tentativo per correggere alcuni parametri operativi, nel febbraio del 1960.
|
| Israel Jorge Pérez Díaz |
Nel frattempo, le relazioni tra i giovani della Rivoluzione, comandati da Fidel Castro e il prepotente vicino nordamericano, diventavano più tese, giorno dopo giorno. Nell’aprile del 1960, dopo la visita a Moa dell’Ambasciatore degli Stati Uniti, Philips Bonsal, la compagnia licenziò il proprio personale, offrendo la sicurezza di un lavoro negli Stati Uniti ai tecnici della fabbrica di Moa.
La chiusura dell’impianto, ancora in fase di prova e l’intento di portarsi via la totalità degli specialisti cubani, è solo una delle azioni dell’embargo economico statunitense, il furto di capitale umano, che hanno marcato più di mezzo secolo di conflitti tra i due vicini paesi.
Israel decise a favore del suo popolo. Andò a lavorare a La Habana, come capo della sotto sezione di Pianificazione dell’Industria Leggera, diretta dal Comandante Ernesto Che Guevara, dell’Istituto delle Riforme Agrarie (INRA).
Fu lì che Israel venne a conoscenza della decisione presa dalla Rivoluzione, di mettere in funzione la ormai nazionalizzata fabbrica di Moa. Il 18 dicembre del 1960, il CHE convocò in riunione gli ingegneri e i tecnici rimasti. Aveva inizio così l’epopea della messa in funzione definitiva dell’Impresa, che sarebbe poi stata chiamata “Comandante Pedro Sotto Alba”, in omaggio al Comandante dell’Esercito Ribelle, nato a El Becerro (Bayamo) nel 1935 e morto durante l’assalto a Moa, il 26 giugno del 1958 .
Precedentemente, l’Eroico Guerrigliero Argentino, Israel aveva analizzato insieme all’ingegnere Demetrio Presilla López, considerato il Padre della Metallurgia Nazionale, le possibilità di riuscita in questo arduo compito e di fronte ai dubbi dell’ingegner Presilla, sull’aspetto della commercializzazione del solfato di nickel, Il CHE disse: “Lei lo produca, che io mi incaricherò di venderlo”.
![]() |
| L'ingegnere Demetrio Presilla López |
Israel non vacillò neppure un istante, le sue conoscenze lo avrebbero sostenuto in questa sfida e fu così che contribuì a dimostrare che con i cubani non si poteva giocare, ne sottovalutare la loro intelligenza, tenacia e talento. Gli americani credevano che, dato il tipo di tecnologia all’interno della fabbrica, sofisticata ed esigente, questa non sarebbe mai stata messa in moto e fatta funzionare per lungo tempo. Si sbagliarono in pieno.
Israel sentì in questa occasione la mano sicura, audace e coraggiosa del CHE, sulla sua spalla. Ritornò a Moa agli inizi del 1961, dove l’Eroe del Lavoro della Repubblica di Cuba, Demetrio Presilla López, protagonista principale della sfida, lo stava aspettando. Il giovane Israel, con la notevole esperienza già accumulata nel settore, aveva fede e tranquillità sul successo dell’impresa, a lato del Gigante del Nickel.
Furono giornate lavorative intense, che unirono i giorni alle notti, sovraccariche di entusiasmo e di fervore. Pérez Díaz iniziò a lavorare alla preparazione dell’industria per la definitiva messa in moto, che passò ineluttabilmente dalla preparazione all’insegnamento, verso coloro che operavano alle macchine e agli impianti, nella maggioranza delle aree che formano il cuore chimico di questa tecnologia.
Dei 12 ingegneri abituali di questa zona tecnologica, ne erano rimasti tre, Israel, Luis Preval e Daniel López, che poco dopo abbandonò Cuba, ma fortunatamente erano accompagnati da validi e ferrati tecnici elettrici e strumentisti, che affrontarono, risolvendolo, il problema più grave, il fatto che la fabbrica fino a questo momento non poteva contare su operai ne capi di turno per l’operazione.
|
| Operai al lavoro sui macchinari |
Sorridente, dato che l’allegria faceva parte della sua persona, Israel raccontò un giorno che la cosa peggiore era il fatto che agli inizi della ardua impresa, non ci fossero persone a cui insegnare e dare una preparazione su come manovrare e dirigere gli impianti metallurgici, dato che senza un minimo di qualificazione preuniversitaria, era molto difficile assimilare le basi della tecnologia e manipolare un processo produttivo così complesso.
In una delle frequenti visite di Che Guevara a Moa, disse Israel, gli fu esposto il problema e da qui nacque la soluzione, che fu quella di prendere gli studenti di ingegneria dell’Università d’Oriente, che avevano abbandonato le aule per le più diverse ragioni, per prepararli in sostituzione degli ingegneri che avevano voltato le spalle alla Patria, come capi di turno e degli impianti. Fu una decisione saggia, dato che questi si aggiunsero, anima e corpo, agli sforzi per raggiungere l’obiettivo.
Così, mentre nell’orario giornaliero, compresi i sabato e le domeniche, si lavorava per la riabilitazione dell’equipaggiamento, conservato con cura dagli Yankee, con la fallita speranza di poter un giorno recuperare l’industria, dalle 20,00 alle 23,00 si organizzavano con successo dei corsi teorici e pratici, estesi da febbraio a maggio.
|
| Un'immagine della fabbrica Pedro Sotto Alba, con in primo piano il monumento dedicato al comandante dell'Esercito Ribelle |
Il 25 luglio del 1961, dopo sei mesi di arduo lavoro e di insonnia, fu ottenuta la prima produzione di solfuro di nickel più cobalto dell’impresa che da allora porta il nome del Comandante Pedro Sotto Alba.
Veniva così compiuta la promessa. Demetrio Presilla e coloro che lo accompagnavano in questa sfida, entrarono definitivamente nella storia della Rivoluzione cubana, tra di loro c’è anche il nome di Israel Pérez Díaz, che fu presto riconosciuto come la “mano destra” dell’Ingegner Presilla.
Per questo, quando Presilla ritornò mesi dopo a suoi lavori normali, nella Impresa del Nickel “Comandante René Ramos Latour”, di Nicaro, fu designato ad assumere le responsabilità come capo di produzione, della tecnica e del mantenimento della nascente industria.
A Israel Pérez, uomo dalla modestia proverbiale, una vita dentro le righe e fuori dagli eccessi di protagonismo, umile nonostante la sua grandezza tecnica ed umana, dobbiamo alcune delle pagine dell’avvenire di un ramo industriale che attualmente è uno dei locomotori trainanti dell’economia cubana, non sufficientemente conosciute, o completamente sconosciute, come la sua parte attiva nella nascita del primo piano di formazione degli ingegneri fuori corso per una Università cubana, quella d’Oriente.
Oppure il ruolo che giocò nel campo delle ricerche minerarie metallurgiche; nella direzione tecnica della giovane Impresa Consolidata del Nickel, oggi Gruppo Impresario Cubaníquel; nel fondamento dello sviluppo dell’industria del nickel nel Nord della regione orientale del paese e delle sue principali opere; dei suoi originali apporti come innovatore “con l’arnese in mano”; del suo lavoro nella sfera diplomatica e come dirigente e specialista di altri rami della produzione di materiale della nazione.
Visse per la Rivoluzione e per la sua difesa, sempre con modestia e con decenza, dalla strategica trincea dell’economia. Nel 1998 andò in pensione. Ricevette dalle mani dello stesso Comandante Ernesto Che Guevara, il Diploma di Miglior Tecnico del Ministero dell’Industria, nell’anno 1923, il suo più grande stimolo morale. Ostentò con orgoglio altre distinzioni come la “René Ramos Latour” e la “Florentino Alejo”, delle Industrie di Base e Sideromeccanica, carie decorazioni dell’Associazione degli Innovatori, oltre ad altri riconoscimenti.
Ho perduto un amico, sempre affettuoso, affabile e sincero. Cuba ha perso un Patriota con la “P” maiuscola. La Storia cubana ha perso uno dei testimoni principali di quella eterna vittoria, che però ci ha lasciato le sue memorie, contenute nel libro “Níquel más cobalto en Cuba”, una delle proposte della XX Fiera Internazionale del Libro, iniziata lo scorso 10 febbraio La Habana e che si estenderà a tutto il paese per 25 giorni.
Fonte: Libro in preparazione sulla Storia del Nickel a Cuba, di Jorge Miranda López.
------------------------------------------------------------------------
Se fue la “mano derecha” de una eterna victoria en tierras rojizas holguineras
|
| Israel Jorge Pérez Díaz |
Por
Alexis Rojas Aguilera - Fotos: Cortesía de su viuda, Yolanda Domínguez García - Moa (Holguín) - 15 de febrero de 2011 - Desde niño fui amigo de Israel Jorge Pérez Díaz, a pesar de los muchos años de diferencia entre ambos, algo que perduró en el tiempo, distancias y circunstancias. Recién supe de su fallecimiento, el 20 de diciembre de 2010, en La Habana.
Israel fue uno de los grandes ingenieros nacidos en esta pequeña Isla del Caribe, “la mano derecha” de lo que, en justicia, se conoce como el Girón tecnológico para el imperio yanqui: el arranque definitivo de la industria Comandante Pedro Sotto Alba, de Moa, a poco de su aplastante derrota militar en las arenas de Playa Girón.
Matancero, nacido en febrero de 1933, desde casi niño abrazó la idea martiana: Con los pobres de la tierra quiero yo mi suerte echar.
Fue dirigente estudiantil en la enseñanza media y hasta el cuarto año de la carrera de Ingeniería Mecánica en la Universidad de Oriente y al decretar el régimen de Batista el cierre de la alta casa de estudios de Santiago de Cuba en noviembre de 1956, era el presidente de la Escuela y vice de la Universidad.
Los padres decidieron enviarlo a concluir estudios en la Universidad de Louisiana, Estados Unidos, lugar en que se tituló en 1958, al tiempo que cumplía tareas como activista en mítines, colectas de dinero y propaganda de apoyo al movimiento 26 de Julio que libraba la guerra de liberación en montañas y llanos de su Cuba.
Apenas inició la alborada de enero de 1959, Pérez Díaz regresó a la tierra querida y trabajó en la conclusión de la moderna industria hidrometalúrgica niquelera que edificaba la compañía norteamericana Bahía Minera de Moa, unos 180 kilómetros al Este de la ciudad de Holguín, capital de la actual provincia cubana de Holguín.
|
| El territorio Minero de la provincia de Holguín |
Sobrevinieron días de aprendizaje de la novísima tecnología química de Lixiviación Ácida a Presión, aún la más eficiente de su tipo a escala mundial, al laborar en plantas determinantes, como las de Generación de Hidrógeno, Ácido Sulfúrico y Precipitación de Sulfuros.
También recibió entrenamiento para participar en el primer arranque de la industria en junio de ese año y en un segundo intento para corregir parámetros de operaciones en febrero de 1960.
Mientras, las relaciones entre la joven Revolución liderada por Fidel Castro y el prepotente vecino del norte, se tensaban por día. En abril de 1960, tras la visita a Moa del embajador de Estados Unidos, Philips Bonsal, la compañía despidió a su personal y ofreció seguridad de trabajo a los técnicos en ese país.
El cierre de la instalación en fase de pruebas aún y el intento de compra de la totalidad de los especialistas cubanos, resultó una de las acciones de bloqueo económico imperial, el robo de capital humano, que han marcado más de medio siglo de vecindad.
Israel decidió por su pueblo. Fue a trabajar a La Habana, como jefe de la sub-Sección de Planificación de la Industria Ligera del departamento de Industrialización, que dirigía el Comandante Ernesto Che Guevara, del Instituto Nacional de Reforma Agraria (INRA).
Allí conoce de la decisión de la Revolución de poner en funcionamiento la nacionalizada fábrica de Moa. El 18 de diciembre de 1960, el Che convocó a reunión a los ingenieros y técnicos que quedaron. Comenzaba así la epopeya de la puesta en marcha de la futura empresa del níquel Comandante Pedro Sotto Alba.
Antes el Guerrillero Heroico indagó con el ingeniero Demetrio Presilla López, considerado el padre de la Metalurgia nacional, la posibilidad de éxito en ese empeño y ante dudas en el aspecto de la comercialización del sulfuro de níquel, aseguró: Prodúzcalos usted, que de venderlos me encargo yo.
Israel no vaciló un instante. Sus conocimientos no faltarían en tan gran reto y él contribuirá a demostrar que con los cubanos no se jugaba, ni se menospreciaba su inteligencia, tesón y talento. Los yanquis creyeron que por ser una tecnología sofisticada y muy exigente, no podría ser arrancada y sostenida en producción. Se equivocaron rotundamente.
|
| Una fábrica de Moa |
Sintió en esa ocasión la mano segura, audaz, valiente del Che en su hombro. Regresó a Moa con el amanecer de enero de 1961, donde el Héroe del Trabajo de la República de Cuba, Demetrio Presilla López, protagonista principal de la hazaña, lo esperaba.
Tranquilidad y fe en el triunfo tuvo el joven Israel al lado de un hombre de la talla técnica y carisma del Gigante del Níquel, ya para entonces con mucha experiencia atesorada en la rama.
Vinieron jornadas de labor que empataban los días con las noches, pletóricas de entusiasmo y fervor. Comenzó Pérez Díaz a trabajar en la preparación de la industria para la definitiva puesta en marcha, lo que pasó ineludiblemente por el entrenamiento, la enseñanza de quienes operarían equipos y plantas, justamente en la mayoría de las áreas que conforman el corazón químico de esa tecnología.
De 12 ingenieros habituales en esa zona tecnológica quedaron tres—Israel, Luis Preval y Daniel López, quien poco después abandonó Cuba--, afortunadamente acompañados por valiosos y experimentados técnicos eléctricos e instrumentistas, los cuales afrontaron la solución del problema más grave, el hecho de que la fábrica hasta ese momento no había contado con obreros ni jefes de turno para la operación.
Sonriente, pues la alegría era parte de su sino, contó un día que lo peor era que no había, en principio, a quien enseñar y entrenar en la operación y dirección de las plantas metalúrgicas, pues sin un mínimo de calificación preuniversitaria, resultaba muy difícil asimilar los requerimientos de la tecnología y manipular tan complejo proceso productivo.
En una de las frecuentes visitas del Che Guevara a Moa, agregó, se le planteó el problema y surgió la solución, que fue captar estudiantes de ingeniería de la Universidad de Oriente que abandonaron las aulas por diferentes razones, para prepararlos en sustitución de los ingenieros que dieron la espalda a la Patria, como jefes de turnos y de plantas. Decisión sabia, pues se sumaron en cuerpo y alma al esfuerzo.
Así, mientras el horario diurno, incluidos sábados y domingos, se dedicaba a la rehabilitación del equipamiento, cuidadosamente conservado por los yanquis con la fallida esperanza de recuperar la industria, de ocho a once de la noche se organizaron exitosamente cursos teórico-prácticos, extendidos de febrero a mayo.
El 25 de Julio del 1961, después de seis meses de arduo trabajo y desvelos, se logró la primera producción de sulfuro de níquel más cobalto de la empresa que desde entonces lleva el nombre glorioso del Comandante Pedro Sotto Alba, caído dos años y medio antes en el combate por la liberación de Moa.
|
| El Comandante Pedro Sotto Alba, caído en el combate por la liberación de Moa |
Quedaba así cumplido el compromiso. Demetrio Presilla y quienes lo acompañaron entraron definitivamente en la historia de la Revolución cubana, entre ellos Israel Pérez Díaz, pronto reconocido como “su mano derecha”.
Por ello, cuando Presilla retornó meses después a sus labores regulares en la niquelífera Comandante René Ramos Latour, de Nicaro, es el designado para asumir las responsabilidades de jefe de producción, de la técnica y el mantenimiento de la naciente industria.
A Israel Pérez, hombre de modestia proverbial, alejado de las estridencias y los protagonismos, humilde pese a su altura técnica y humana, se deben páginas del devenir de una rama que es hoy una de las locomotoras de la economía cubana, no suficientemente conocidas o algunas completamente desconocidas, como su paternidad física en el surgimiento del primer plan de formación de ingenieros extramuros que tuvo una universidad cubana, la de Oriente.
O el rol que jugó en el campo de las investigaciones minero metalúrgicas; en la dirección técnica de la joven Empresa Consolidada del Níquel, hoy grupo empresarial Cubaníquel; en la fundamentación del desarrollo de la industria niquelífera en el Norte de la región oriental del país y de sus principales obras; de sus singulares aportes como innovador “de hierro en mano, de la concreta”; de su labor en la esfera diplomática y como dirigente y especialista de otras ramas de la producción material de la nación.
|
| Las industrias de Moa, juegan un papel muy importante en la economía cubana |
Vivió consagrado a la Revolución y su defensa, con modestia y decencia a toda prueba, desde la estratégica trinchera de la economía. En 1998 se acogió a retiro. Recibió de manos del propio Comandante Ernesto Che Guevara, el Diploma de Mejor Técnico del Ministerio de Industrias del año 1962, su mayor estímulo moral. Ostentó con orgullo otras distinciones como la René Ramos Latour y la Florentino Alejo, de las industrias Básica y Sideromecánica, varias condecoraciones de la Asociación de Innovadores, y recibió otros reconocimientos.
Perdí un amigo, siempre cariñoso, afable, sincero, Cuba un patriota entero. La historia, uno de los testimoniantes principales de aquella eterna victoria, pero nos dejó sus memorias contenidas en el libro Níquel más cobalto en Cuba, una de las propuestas de la XX Feria Internacional del Libro que acaba de comenzar en La Habana y se extenderá a todo el país durante 25 días.
Fuente: Libro en preparación sobre la historia del Níquel en Cuba, de Jorge Miranda López.







