
<<< Il libro fornisce un eccellente materiale per gli scrittori , perché l ‘oralità è una presenza forte nell’opera e si evidenzia nel dialogo che stabilisce Barnet col lettore-interlocutore , nell’inizio della storia ( “ Per chi è questa storia. / ascoltate ) ed il finale” ) e nel finale ( “ E terminò “) ; nell’alternanza delle forme verbali del presente o del passato , e la reiterazione per rafforzare l’azione drammatica. Tuttavia , Akeké y la jutia non cessa di essere letteratura per bimbi, garantendo scrittura chiara , le semplici spiegazioni sulla natura ed i suoi vari aspetti. , gli insegnamenti per la vita e la rivelazione di tutto questo universo di miti e leggende che gira attorno al processo di formazione del popolo cubano. >>>
per chi è questa storia ? ..ascoltate….
di Marialys Perdomo Carmona ( trad. Tio Gigi ) - 27 agosto 2010 - In gran parte della creazione letteraria di Miguel Barnet ( 1940 ) si scopre , non solo lo scrittore, bensì l’investigatore ed l’etnografo che c‘è in lui .
Discepolo di Fernando Ortiz ( 1881-1969), Argeliers Leon ( 1918-1991) e Lydia Cabrera ( 1900-1991) , ha studiato le diverse espressioni della cultura e le religioni popolari, e la sua produzione artistica è il risultato di una costante ricerca nelle radici del popolo cubano.
Nel suo emblematico libro Biografia di uno schiavo ribelle ( 1966) , cede la parola e , con essa , anche la voce allo schiavo Esteban Montejo , e porta il lettore nel meraviglioso mondo degli schiavi, dei ribelli e nell’universo magico-religioso che li circonda. Sebbene questa opera inauguri per la letteratura cubana ciò che l’autore definisce novella-testimonianza, nella sua prima edizione , realizzata dall’Istituto di Etnografia e Folclore dell’Accademia delle Scienze di Cuba , appare con il sottotitolo di relazione etnografica.
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