Il rudere
La casa distrutta dalla luce fortissima
mi lascia in gola un sapore di polvere,
sono abbacinato dalla sofferenza
della sua lenta determinazione a morire,
la sua esausta determinazione a morire
il suo immenso dolore.
Infinitamente logora, trova ancora difficile separarsi da se stessa,
come se non conoscesse la strada
come se sottovalutasse le sue ferite, fiduciosa,
ma all’improvviso riconosce la piaga atroce e fatale, e decide.
Con calma apparente
grandiosa e silente nel suo orrore
si fa polvere.
Eliseo Diego (1920 – 1994)








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