il Colonnello Cowley ha invitato a casa sua alcuni dei suoi collaboratori per trascorrere la vigilia di Natale, lo scopo però è anche mettere a punto il piano dell'"operacion pascuas" che avrà inizio la notte seguente....
Holguín: Pascuas Sangrientas - quarta parte
25 Dicembre 1956
Jesús Feliú Leyva, residente a Holguín, in Aguilera n° 63, era appena tornato a casa dopo la visita fatta a suo cognato Alfredo Carbonell. Tra le 23 e le 24 della notte del 25 Dicembre, un uomo vestito in abiti civili si presentò a casa sua, identificandosi come un membro dell'esercito. Il militare, Enrique Padrón, disse a Jesús di andare con lui al reggimento. L'uomo andò in camera sua e prese una giacca di gabardina per ripararsi dal tenue inverno Holguinero. La moglie e la suocera lo videro partire da casa insieme all'agente; i due uomini camminarono fino all'angolo dove una jeep dell'esercito li stava aspettando.
Arrivati alla vettura, l'uomo si rese conto che c'era qualcosa di strano e cercò di opporre resistenza. Le guardie lo presero con la forza, spingendolo dentro la jeep che partì immediatamente a tutta velocità.
All'alba della mattina seguente, il cadavere di Jesús fu trovato al crocevia tra la Carretera Central e lo zuccherificio San José (1). Il corpo presentava segni evidenti di tortura. Il suo collo era squarciato, presentava dei segni inequivocabili, come se avessero tentato di impiccarlo; erano presenti vari fori di pallottole e il caratteristico colpo di "grazia" nella tempia destra. Feliú Leyva era il segretario organizzatore del Partito Socialista Popolare (PSP, comunista) del municipio Holguinero.
Quando Ángel Valerio Consuegra ricevette la visita della madre che lo avvisava che due individui avevano bussato alla porta di casa chiedendo di lui, l'uomo ebbe come un cattivo presagio; le rispose di non aprire la porta se non li conosceva e di dire che lui non era in casa. Quando la signora andò a chiedere le generalità dei due visitanti, uno di loro si qualificò come un militaredel reggimento n° 7. A quel punto Ángel ritenne prudente riceverli in casa. I due uomini gli comunicarono che doveva andare con loro al comando della Guardia Rurale. Ancora una volta Ángel Valerio, sentì un brivido correre lungo la schiena. Iniziò a dire che non voleva andare con loro, che non aveva commesso nessun reato. I due agenti iniziarono a strattonarlo per cercare di portarlo fuori da casa; arrivarono altri due sbirri per cercare di portare via l'uomo. Vedendo questo, la sorella Narcisa, scappò dalla finestra e si diresse al quartiere della Marina del porto di Manatì per chiedere aiuto. Riuscì a parlare con un Sergente del comando, spiegandogli quello che stava accadendo ed implorandolo di andare con lei a casa.
Il marinaio, che era a conoscenza dell'operazione in corso, le rispose cinicamente: -"Non ti preoccupare, a tuo fratello non succederà niente...."
Quando la giovane tornò a casa, trovò la madre che piangendo le disse: -"Si sono portati via Angelito...."
Ángel Valerio Consuegra rimase nelle segrete del carcere del Comando della Guardia Rurale dalle prime ore della mattina del 25 Dicembre, fino alle 22 passate dello stesso giorno. Fu torturato brutalmente, dopodiché lo portarono via per assassinarlo, lasciando il cadavere nella strada che collega Puerto Padre a Las Tunas. Ángel era un militante del Movimiento 26 de Julio.
(1) - Lo zuccherificio San José è oggi conosciuto come Cristino Naranjo
Holguín: Pascuas Sangrientas - (fine quarta parte)
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