il presidente Fulgencio Batista ha ordinato al Colonnello Fermín Cowley, di bloccare i possibili cospiratori presenti sul territorio Holguinero. Cowley, in una riunione d'urgenza, ha ordinato l'eliminazione fisica degli attivisti, fissando l'operazione per la notte tra il 25 e il 26 Dicembre del 1956......

Holguín: Pascuas Sangrientas (seconda parte)
23 Dicembre 1956
Sono passate da poco le 22,00. Un auto viene fermata mentre sta uscendo dalla Nicaro Nickel Company. (1) Le guardie giurate della compagnia hanno l'obbligo di controllare tutti i veicoli che entrano o escono dallo stabilimento di Nichel situato nella zona Nordorientale di Cuba.
Rafael Orejón, Enrique Gil e l'autista del veicolo, Manolo del Valle, hanno appena percorso gli otto km che separano lo stabilimento dal punto di controllo e scendono dalla loro auto.
Una guardia giurata illuminò l'interno dell'auto, ordinando all'autista di aprire il bagagliaio. Nonostante anche questa fosse una normale routine, per Rafael Orejón, c'era qualcosa di strano. Guardando all'interno della garitta della vigilanza, Rafael notò la presenza di due soldati, una cosa non certo normale.
La guardia giurata Rodríguez Proenza, si voltò verso i soldati nella la garitta esclamando "Io ve lo avevo detto!". L'altra guardia giurata, Quiñones, si avvicinò a Proenza , dicendogli a voce bassa "Orejón è li".
Proenza tornò di nuovo verso l'auto e, rivolgendosi a Orejón, che nel frattempo si era seduto nuovamente sul sedile anteriore, gli disse:
-"Orejón, scendi! che dobbiamo parlarti".
-"No, non scendo di nuovo! Sono già sceso prima. Non ho niente di cui parlare con voi. Ci avete già controllato ed avete visto tutto quello che dovevate vedere. Adesso cosa c'è?"
Proenza a quel punto cercò di afferrare l'uomo per farlo scendere dall'auto, Rafael oppose resistenza. La guardia giurata, rendendosi conto che Orejón è armato, fece un passo indietro estraendo la sua pistola calibro 38. Rafael Orejón, dirigente del Movimiento 26 de Julio della sezione di Nicaro, vedendo il gesto della guardia giurata, tirò fuori la sua pistola dalla cintura, mirando all'uomo armato di fronte a se.
Nello stesso istante però, tre spari penetrarono il corpo del giovane rivoluzionario. Orejón si rese conto che la sua vista si stava annebbiando e, in un ultimo disperato sforzo, sparò due colpi, accasciandosi successivamente sul sedile dall'auto. L'uomo sarebbe morto più tardi presso l'ospedale locale, mentre i suoi due compagni vennero arrestati.
Poche ore prima dell'omicidio, Orejón insieme a Manolo del Valle, era andato in auto a cercare Enrique Gil (Kike), appartenente al movimento di Santiago de Cuba, per parlargli di un progetto di sabotaggio ad un ponte della ferrovia, ubicato poco fuori da Nicaro. Il sabotaggio sarebbe avvenuto quella stessa notte.
Al momento del controllo, i tre uomini erano tranquilli, però la presenza dei due soldati indicava qualcosa di strano. Orejón sapeva che sotto il suo sedile c'erano i proiettili per la propria arma e non appena la guardia giurata aveva finito di controllare l'auto, si era seduto di nuovo in maniera da proteggere con il proprio corpo la lattina che conteneva le munizioni. Nel momento in cui la guardia ordino a Rafael di scendere di nuovo dall'auto, quest'ultimo si rifiutò, pensando che, se avessero trovato la latta con i proiettili, sarebbero stati arrestati.
Solo tre giorni prima del fatto, Rafael Orejón aveva portato a Holguín un messaggio della direzione del Movimiento 26 de Julio da Santiago de Cuba: Fidel era vivo ed era arrivato sulla Sierra Maestra.
La mattina del 23 Dicembre la guardia giurata Proenza, aveva ricevuto una visita da un agente del SIM, (i Servizi Segreti Militari di Batista), appartente allo squadrone 84 di Mayarí, che gli aveva ordinato di liquidare Orejón,dato che era uno degli esponenti più importanti del Movimiento 26 de Julio.
(1) Nicaro è una località che si trova a pochi chilometri da Mayarí, e a circa 90 km dalla città principale di Holguín
Holguín: Pascuas Sangrientas - Fine seconda parte (continua...)
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