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17 Maggio 1959: Lo storico giorno della riforma agraria....

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Luis M. Buch Rodríguez, segretario del Consiglio dei Ministri del Governo Rivoluzionario dal Gennaio 1959 fino a Marzo 1962, ricorda i giorni dell'approvazione della Riforma Agraria a Cuba Articolo tratto da Diario Granma - Traduzione di Stefano Guastella   Dopo il trionfo della rivoluzione, durante la sessione del Consiglio dei Ministri del 10 Febbraio del 1959, fu raggiunto l'accordo per creare una commissione intitolata all'Agricoltura, presieduta da Humberto Sor Marín, per lo studio e la regolamentazione della Legge della Riforma Agraria. Questa commissione perñ non riuscì mai a funzionare.

Fidel firma la legge agraria

(Nella foto: Fidel Castro firma la legge della Riforma Agraria.)  Nel frattempo, Fidel Castro, si riuniva di notte con un piccolo gruppo di compagni, nell'abitazione del "CHE", vicino alla spiaggia di Tararà, con il proposito di elaborare il progetto della legge che avrebbe decretato la fine del regime latifondista a Cuba. Questo gruppo era formato da Ernesto Guevara de la Serna, Segundo Ceballos Parejas, Oscar Pino Santos, Antonio Núñez Jiménez, Vilma Espín Guilloys e Alfredo Guevara Valdés.

Pino Santos e Segundo Ceballos avevano presentato, separatamente, delle note che il CHE e Núñez Jiménez unirono in un unico testo. Questo fu preso come base per la discussione degli articoli del progetto di legge.

Il ministro della Difesa Nazionale,  Augusto Martínez Sánchez, in funzione di sostituto Primo Ministro, a causa di un viaggio all'estero di Fidel Castro, durante la sessione straordinaria del 28 Aprile del 1959, rese pubblico uno scritto datato 14 Aprile, nel cuale Fidel Castro proponeva un progetto di legge di riforma agraria. Nel caso che questo progetto fosse stato approvato, durante tre sessioni consecutive del Consiglio, sarebbe passato a far parte integrante della Legge fondamentale ed avrebbe costituito un'aggiunta alla Carta. La Confederazione dei Lavoratori di Cuba (CTC), con lo scopo di festeggiare per la prima volta il 1° di Maggio dopo la vittoria della rivoluzione, invitò i lavoratori a sfilare di fronte al Palazzo Presidenziale. Per fare in modo che gli invitati potessero assistere ai festeggiamenti, fu innalzata una tribuna nella Calle Refugio, che venne coperta con una vistosa tela, in maniera da proteggere gli ospiti dai capricci climatici del tempo. Raúl Castro, che era incaricato di chiudere con le sue parole la manifestazione, al vedere la copertura alla tribuna, sfilò il fucile ad un soldato ed iniziò a tagliare la tela gridando: "Qui non ci sono privilegi! Se quelli che sfilano lo fanno a cielo aperto, noi dobbiamo stare nelle stesse condizioni". Dopo pochi minuti il sole fece capolino sulle nostre teste.

Durante il suo intervento, Raúl si espresse sulla Riforma Agraria con questi termini:

In questo 1° di Maggio, per la prima volta nel nostro paese vediamo sfilare gli operai ed i contadini che un giorno dovettero impugnare il fucile per conquistare o aiutare a conquistare la libertà della nostra Patria. 

La Rivoluzione sta avanzando. Sono state approvate leggi che in qualche maniera, più in alcuni settori che in altri, hanno innalzato il livello economico del nostro popolo (...) Oggi vediamo raggiunti, possiamo aggiungere, i sogni di Martí nella campagna cubana, i sogni degli agrari nostrani, i mambises (...) La Riforma Agraria era di vitale importanza ed il latifondismo, parassitario. Il governo del popolo eliminerà il latifondo, espropriandolo per ragioni sociali, indennizzandolo e consegnando le terre gratuitamente ai nostri contadini. 

Una Riforma Agraria che non risolva il problema per un un giorno, ma il problema permanentemente. E non solo questo, ma nuove leggi dovranno andare a completare questa legge araria che possiamo chiamare Legge Fondamentale della presente Rivoluzione. 

A Santiago de Cuba, la manifestazione del 1° di Maggio terminò con le parole pronunciate del CHE. Nel suo intervento, riferendosi alla riforma Agraria segnalò:

In cosa consiste la Riforma Agraria? E' una legge molto complessa.  Consiste, per esempio, nel dire che il latifondismo è un male sociale che deve scomparire da cuba, tutti i signori che posseggano più di tante Caballerias dovranno consegnarle al Governo per la sua redistribuzione ai contadini. Consite anche nel dire: tutti gli uomini che lavorano la terra e che vi hanno lasciato il loro sudore per anni ed anni, che sempre sono stati costretti a lasciare la parte più succulenta del raccolto al proprietario legale della terra, sono da oggi e per sempre i nuovi proprietari legali della terra che lavorano.

Vorrei dire che a Cuba non avrà più occupanti, non avrà più mezzadri, non avrà più affittuari, non avrà più un contadino che non abbia la terra in proprietà. 

Durante la sessione del 12 di Maggio, presieduta da Fidel Castro, il Consiglio dei Ministri, prese in esame per la seconda volta il progetto della Riforma Agraria, che era stato ratificato nella sessione del 5 Maggio.

Fidel verso la firma della riforma agrarianella foto: Fidel e i suoi compagni durante la salita verso il comando generale per la firma della legge.

Il Primo Ministro convocò la sessione successiva per il giorno 17 Maggio, presso il Comando Generale dell'Esercito Ribelle, ubicato a La Plata, Sierra Maestra, per considerare di nuovo questo progetto, con gli effetti della sua terza ratificazione.

Fu scelto il "Giorno del Contadino", data nella quale si commemora la morte di Niceto Pérez, un onesto contadino, assassinato nel 1946.

Leggi l'articolo dedicato su Quintavenida (Clicca qui)

 

A La Plata furono dati gli ordini necessari per preparare le condizioni all'atterraggio dell'elicottero che avrebbe trasportato il Presidente, il Consiglio dei Ministri e i giornalisti.   Si era riusciti a preparare solo alcuni metri sulla punta della collina. Il 17 Maggio del 1959, all'alba, Fidel fu il primo ad arrivare al luogo, per controllare il circondario e per vedere come erano state preparate le cose. Voleva garantire la sicurezza di tutti i partecipanti all'atto ufficiale.

Io, il Presidente, sua moglie ed il resto dei ministri,  dopo aver attraversato in salita ed in discesa vari sentieri scivolosi, a causa della pioggia del giorno anteriore, ci riunimmo nella casa di Julián Pérez, meglio conosciuto come "El Santaclarero".

Per il pranzo, era stata comprata da un contadino una vacca che pascolava su un monte di fronte alla casa. Molti contadini stavano cercando di prenderla al lazo però era impossibile. Fidel ordinò che si facessero da parte e con uno sparo preciso uccise l'animale. Una pioggia improvvisa fece sì che la riunione diventasse ancora più contadina.

Dopo pranzo, accompagnati dai contadini che si erano concentrati presso la casa di Julián Pérez, e che provenivano dai diversi luoghi della cordigliera, Lirio de Nagua, San Lorenzo, Suana, Purgatorio, Agualrevés, Las Vegas, Cinco Ranchos, El Almendro, Jigüe, El Toro, Coco, Galino, La Majagua, Las Mercedes, Limoncito, Los Carrajones, Guá y Caracas, iniziammo a salire verso il Comando Generale dell'Esercito Ribelle.

Il tragitto fu faticoso per quelli come noi che non erano abituati alla montagna. Per arrivare dovevamo discendere il bordo di un ruscello che correva tra le rocce, salire per un ripido e scivoloso pendìo ed attraversare l'improvvisato compo di atterraggio, per poi entrare dentro ad un bosco che sale verso una montagna.

I bohíos (capanne contadine) del Comando si trovano, (se ancora esistono), tra gli alberi, coperti dal fogliame. Dall'esterno del bosco è impossibile scoprirle, per questo l'aviazione nemica non potè mai attaccarle. Il bohío destinato a Fidel, era sulla punta di un precipizio.

La riunione del Consiglio dei Ministri , effettuato nell'antico comando, fu la prima ed unica presieduta da fidel, come Primo Ministro, alla quale assistì il Presidente Urrutia.

Nel bohío conosciuto come "la casa di Faustino", destinato all'Amministrazione Civile, presero posto davanti ad una tavola piccola e grezza, il Presidente, il Primo Ministro ed altri membri del Gabinetto. Dell'atto registrato quel giorno, riporto questi frammenti:

Il Primo Ministro ha esposto al Consiglio, che a compimento della convocazione deliberata nell'anteriore sessione del Consiglio dei Ministri, celebrata il giorno 12 dell'attuale mese (Maggio), si sono riuniti nello storico accampamento del Comando Generale dell'Esercito Ribelle nella Sierra Maestra, per considerare la terza ratificazione della Legge della Riforma Agraria, che dovrà dare al paese un nuovo ordinamento economico e sociale, crando e sviluppando nuove fonti di lavoro a beneficio delle classi sociali più povere e diseredate, della classe contadina ed operaia, dimenticate dai regimi anteriori; assicurando che detta legislazione andrà verso tutti i lavoratori in generale, tanto della città, quanto delle campagne, del commercio, dell'industria e delle classi produttrici...

E per finire nell'atto venne enfatizzato:

Cuba avrà, a partire da questo istante, l'onore di collocarsi con questa misura al primo posto tra tutte le nazioni Latinoamericane, per il formidabile raggiungimento e per le prospettive che si aprono per questo paese (....) Abbiamo fatto la legge a quattro mesi e 17 giorni dal Trionfo Rivoluzionario, dopo di aver parlato molto su questo progetto, dopo aver portato all'anima del popolo la convinzione che era imprescindibile emananrla, dopo di aver portato all'anima del popolo il proposito di contribuire economicamente con tutti i mezzi alla riforma agraria. 

Non ci sono dubbi che la Legge della Riforma Agraria fu la più trascendentale ed importante tra le leggi adottate dalla Rivoluzione in quegli anni. La votazione per approvarla fu favorevole all'unanimità e dato che erano presenti due terzi del Consiglio dei Ministri e che era la terza ratificazione del testo, andò ad integrare la Legge Fondamentale della Repubblica, soggetta solo alla posteriore entrata in vigore da parte del Presidente.

Immediatamente, nella stessa sessione, il Consiglio decise di designare il Primo Ministro, Fidel Castro, come Presidente dell'Istituto Nazionale della Riforma Agraria (INRA) e, come Direttore Esecutivo di questo nuovo organismo, il Dottor Antonio Núñez Jiménez.

Fidel Catro da l'annuncio della riforma Fidel , attraverso Radio Rebelde, informa il popolo dell'approvazione della riforma agraria.

 

Durante le prime ore della notte del 17 Maggio, tramite l'emittente Radio Rebelde, Fidel parlò al popolo Cubano per comunicare l'apporvazione della Legge della Riforma Agraria.

Facendo un analisi obiettiva sulla ripercussione politica interna ed esterna che avrebbe avuto questa legge, Fidel affermò:

"Noi pensiamo che questa Legge dia iniziao ad una nuova tappa nella nostra vita economica (...) E' fuori dubbio che lesioni alcuni interessi; però noi pensiamo che questa legge produrrà la naturale opposizione che sempre origina una misura rivoluzionaria.....

Nonostante, dobbiamo esporre qui (...) che stiamo facendo leggi solo per beneficiare la nazione, anche al costo, doloroso, di pregiudicare alcuni settori del paese.  

Non era giusto che il nostro paese continuasse avanzando verso la peggior miseria a cui l'avrebbero portata le conseguenze dei gravissimi conflitti sociali, ad un caos imprevedibile di conseguenze....."

Nel Comando Generale, tutto era motivo di allegria. Nessuno si preoccupò per la cena e, all'arrivo della notte, mangiammo tutti zucchero scuro (azúcar turbinada o azúcar morena). Quello era l'unico alimento che avevamo. Morti per la stanchezza, cercammo nei bohíos di Fidel, Celia e Faustino i luogo più adeguato per appendere le amache e proteggerci dalla pioggia e dal freddo che reano intensi.

All'alba del giorno 18, bevemmo lo squisito caffè di montagna e partimmo con l'elicottero che ci trasportò fino a Manzanillo. Da li ci dirigemmo verso La Habana. Fidel rimase visitando i luoghi della guerra e alcuni amici contadini che avevano collaboratoo fatto parte dell'Esercito Ribelle.

Nella Sierra Maestra non c'erano condizioni per realizzare le correzioni che erano state segnalate come necessarie al progetto di legge. Per questo fu necessario batterla nuovamente a macchina per archiviare il documento originale nel Libro Ufficiale delle Leggi e, inoltre, per inviare la prima copia destinata alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica di Cuba.

 

Ecco il testo originale, scritto a Ciudad Libertad prima dell'approvazione della legge, da Fidel Castro:

Ciudad Libertad

Mayo 17 de 1959. 3 a.m.

La Ley Agraria que hoy aprobará el Consejo de Ministros en el histórico campamento de la Comandancia General del Ejército Rebelde en la Sierra Maestra es una promesa que se cumple con el pueblo y con la Patria.

Cuba inicia una era nueva que será de extraordinario esplendor si por encima de avaricias nos dedicamos a trabajar todos por el porvenir venturoso que tenemos delante. Nadie tremole intereses egoístas. Hagamos lo que otros no hicieron. Reconstruyamos lo que otros destruyeron. Aprovechemos lo que otros desperdiciaron. Aceptemos los sacrificios que nos impone la hora presente y forjemos las bases de una paz social duradera sin hambre ni opresión, porque la paz y la felicidad solo son posibles en la libertad y la justicia.

Por encima de intereses y egoísmos alcemos más alta que nunca la bandera generosa sobre cuya estrella limpia y en nombre de todos los mártires de la Patria hace falta escribir de una vez y para siempre la fórmula justiciera del Apóstol: "Con todos y para el bien de todos".

Fidel Castro Ruz.

 

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Maggio 2009 18:51  
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