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Ricordando Camilo: la battaglia di Yaguajay

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Nell'anniversario n° 78 della nascita di Camilo Cienfuegos Gorrarián, (6 Febbraio 1932, Lawton, La Habana - 28 Ottobre 1958, Oceano Atlantico), vorrei ricordare questo eroe tanto amato dal popolo caraibico, con il racconto di una delle ultime battaglie della Rivoluzione Cubana che lo vide protagonista indiscusso, la battaglia di Yaguajay

Camilo e il CHE

Camilo Cienfuegos e Ernesto Che Guevara, i due eroi amici più amati dai cubani

21 – 30 Dicembre 1958: La Battaglia di Yaguajay

dal sito Hero Cult - Traduzione di Stefano Guastella - 6 Febbraio 2010

Le forze ribelli sotto il comando del Comandante Félix Torres e del Capitano William Gálvez, dopo aver occupato Mayajigua il 20 Dicembre 1958, compiendo un ordine del Comandante Camilo Cienfuegos, avanzarono verso Yaguajay e il giorno seguente, iniziarono l'assedio alla caserma e alla località con circa 130 uomini , aspettando l'arrivo di Camilo che nel frattempo stava dirigendo il 2° combattimento per l'occupazione di Zulueta.

La battaglia di Yaguajay, diretta da Camilo, iniziò il 21 e si prolungò fino alla 6 del pomeriggio del 31 Dicembre. Fu un avvenimento che, per la sua importanza storica, contribuì a rendere immortale la figura di Camilo, che diventerà dopo la battaglia, "L'Eroe di Yaguajay", come lo conosce il popolo Cubano.

La tattica di Camilo

Il capo invasore, arrivò sullo scenario della battaglia con un centinaio di uomini, nelle ore notturne del giorno 22 Dicembre, dopo aver sconfitto le forze della caserma di Zulueta.
Assunse il comando delle forze ribelli e decise di assaltare lo Squadrone n°37, posizionato a poco più di un km a Nordest di Yaguajay e, allo stesso tempo, stringere l'assedio e intensificare il fuoco sul settore urbano e attaccarlo sino alla sua completa resa.

Il Comandante Cienfuegos concentrò le forze sulla caserma, dove si trovava il grosso delle truppe nemiche, forti di più di 350 uomini guidati dal Capitano Alfredo Abón Lee, appoggiati anche dalla marina militare e dall'aviazione. Quest'ufficiale decise di resistere strenuamente all'attacco delle forze ribelli.

Durante questi 11 giorni di combattimento furono concordate 2 tregue, la prima il giorno 24 Dicembre, su richiesta del comando ribelle, che fu eseguita dopo che il nemico fu espulso dai suoi 3 punti difensivi del settore urbano, dove il combattimento provocò 3 morti, e 15 prigionieri, di cui 6 feriti.
Yaguajay rimase così in mano ai ribelli. Quel giorno, nei momenti in cui la Croce Rossa e il prete Amos si facevano portavoce della tregua verso il comando nemico, si produsse una confusione che causò la morte del soldato ribelle Joaquín Panecas Consuegra (Panequita) e il ferimento del Capitano William Gálvez e dei soldati Ramón Morcell e Víctor Sotomayor.

Il nemico approfittò della tregua per togliere i suoi morti ed i feriti, rifiutando comunque di arrendersi, in attesa di ordini dal comando superiore.
La battaglia continuò, si intensificarono le azioni e incrementò il numero dei feriti nelle fila dei soldati dell'esercito, il che obbligò il Capitano Abón Lee, a chiedere una seconda tregua il 26 Dicembre, che fu accettata da Camilo per principi umanitari, ma che non sancì ancora la fine del combattimento.

Camilo Cienfuegos, ormai innervosito dal comportamento del capitano nemico, decise di sottometterlo in una guerra psicologica e di intensificare le azioni di attacco. Con questo obiettivo, ordinò di costruire il Dragón I, il suo primo blindato, armato di lanciafiamme per appiccare il fuoco alla caserma nemica e quindi obbligarli alla resa. Il blindato attaccò all'alba dei giorni 26, 27 e 28 Dicembre, però per le imperfezioni del lanciafiamme, non riuscì a svolgere bene il suo compito e al secondo attacco fu colpito da un razzo anticarro che mise in pericolo la vita delle persone dentro il blindato, nonostante fosse riuscito a creare
confusione agli assediati.

Congiuntamente all'attacco del Dragón, Camilo ordinò di lanciare un treno da trasporto di canna da zucchero, pieno di potenti cariche di dinamite per farlo esplodere alla punta del ramo ferroviario che arrivava fino al patio interno del comando militare e, anche se non riuscì a compiere la missione per il deragliamento di alcuni vagoni che ostruirono la ferrovia, il secondo attacco distrusse parte della scuderia dei cavalli e incendiò alcuni magazzini.

Oltre a queste azioni non convenzionali, che provocarono sconcerto e confusione nelle truppe assediate, Camilo li mantenne sotto pressione psicologica con costanti messaggi dagli altoparlanti che intimavano la resa, facendo parlare anche vari familiari dei militari assediati.
Tutto questo pesò sul morale del nemico fino a che si arrivò ad un punto in cui la maggioranza della caserma volle arrendersi senza continuare la resistenza.

Le tre visite del CHE.

Il Comandante Ernesto Che Guevara nel suo ruolo di Capo Supremo delle forze del Fronte di Las Villas, visitò Camilo nel teatro delle operazioni, nei giorni 23, 25 e 30 Dicembre per dare istruzioni e coordinare azioni ed idee nelle battaglie di Yaguajay e Santa Clara, dato che queste si svilupparono contemporaneamente dal giorno 29 fino al 31 Dicembre.

In ognuna delle sue visite, fu presente il principio della cooperazione tra le forze vicine; però il maggior desiderio di Camilo, che era quello di partecipare alla battaglia di Santa Clara, non potette realizzarsi per il prolungamento della battaglia di Yaguajay.

Il nemico capitola

Camilo Cienfuegos e Abon Lee

Abon Lee  (al centro) capitola, Camilo Cienfuegos (il primo a sinistra), lo accompagna al quartier generale dei ribelli

Il giorno 31, dopo mezzogiorno, Abon Lee si vide forzato a chiedere una nuova tregua, richiesta che fu respinta da Camilo. Ormai erano finite tutte le possibilità di resistenza, il panorama era drammatico, morti sepolti in terra davanti alla mensa, decine di feriti, di cui molti in gravi condizioni, curati solo con l'aceto come unico medicamento.

Potendo ormai fare un solo pasto al giorno, la fame rendeva ancora più precaria la situazione e aumentava l'agonia e la disperazione dei soldati. Tutto si fece ancora più insopportabile per l'atmosfera pestilenziale e irrespirabile, a causa degli oltre 50 animali morti, tra vacche e i cavalli dello squadrone.

Tutto ciò rese impossibile prolungare oltre la resistenza, e il Capitano Abon Lee, si vide costretto ad issare la bandiera bianca e a dichiarare la resa incondizionata al termine del pomeriggio di quel giorno.
Dopo questa azione, Camilo mandò il seguente messaggio al CHE:
'' Che, Si è arresa Yaguajay, sto contando le armi... ti vedo domani.''
Con questa importante vittoria dell'esercito ribelle, si concluse la campagna del Comandante Camilo Cienfuegos nel Fronte Nord di Las Villas.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 22 Marzo 2010 12:39  
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