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Romanzo "Gli occhi dell'uragano"

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Gli occhi dell'uraganoGli Occhi dell'Uragano

di Berta Serra Manzanares

 

Dettagli del libro

  • Titolo: Gli occhi dell'uragano
  • Autore: Berta Serra Manzanares
  • Traduttore: Santoni N.
  • Editore: La Nuova Frontiera
  • Data di Pubblicazione: 2010
  • Collana: I narratori delle tavole
  • ISBN: 8883731426
  • ISBN-13: 9788883731426
  • Pagine: 400
  • Reparto: Narrativa straniera

 


 

Recensito da www.wuz.it

"Quando nascerà il giorno morirà un uomo, uno dei tanti. Tutto qui. Senza turbamento. Gli uccelli e i vermi si turberanno. Gli alberi si turberanno perché conoscono il valore della vita, sanno che una vita è tutte le vite. Ma L’Avana non si commuove. Bellezza e arroganza, così è L’Avana. Le campane di San Francisco suonano un’altra vota. Quando il sole avrà superato l’orizzonte e il cerchio si eleverà potente sulla città illuminando i campanili, le palme e le terrazze, Horacio esalerà l’ultimo respiro. Tutto qui. Perfino Patricio continua a dormire."
   


Cuba sconosciuta. Cuba lontanissima da quella di oggi. Cuba ottocentesca che fiorisce con il lavoro degli schiavi neri, che si arricchisce con il commercio umano sulle navi negriere. Questa Cuba insolita è l’ambientazione del romanzo Gli occhi dell’uragano della scrittrice barcellonese Berta Serra Manzanares, un libro che segue la grande tradizione narrativa dell’800 nel tessere la trama di una storia al cui centro c’è una figura di donna, Clara Martì, aggiungendo tuttavia un tocco di modernità nel far parlare in prima persona molti personaggi, diversi per sesso e per ceto sociale, ognuno con una voce ben distinguibile (e probabilmente ancora di più nell’edizione spagnola originale).
   


Il romanzo inizia con un uragano, ed è singolare che incominci proprio con l’unica cosa che è rimasta immutata nei secoli: da sempre gli uragani sono devastanti per l’isola, capaci di metterne in ginocchio l’economia, come è avvenuto di recente, nel 2008, quando una serie di tre uragani di seguito ha flagellato Cuba. Nel primo capitolo sentiamo la voce di Conrado Grau per la prima e ultima volta, perché Conrado muore nel turbine che investe la sua abitazione. Gli sopravvive la giovane moglie Clara, che non si trova con lui al momento. E Clara, arrivata da Barcellona qualche anno prima per sposarlo, prende in mano la gestione delle piantagioni di Conrado, seguendo i consigli di Hortensio, un gentiluomo amico di famiglia.
   


In un certo qual modo Gli occhi dell’uragano è un romanzo di formazione al femminile perché seguiamo affascinati i cambiamenti di Clara Martì negli anni: da ragazzina ignorante, insipida e inesperta che sposa un uomo che neppure conosce, Clara si trasforma in una donna d’affari e in un’amante focosa. La sua relazione con Hortensio durerà degli anni prima che Clara sposi in seconde nozze il capitano di una delle sue navi negriere, il bel Patricio (ma apprendiamo da lui che questo non è il suo vero nome e che cosa si sia lasciato alle spalle) che riesce a gestire la sua vita matrimoniale e a mettere incinta Clara nonostante abbia un amante nero. Che poi è veramente il suo doppio, o la sua metà, perché è suo fratello - potrebbe essere il suo gemello, se non fosse che non hanno la stessa madre. Un dettaglio forse da feuilleton se non facesse parte di una realtà ampiamente diffusa - che i padroni si accoppiavano con le schiave nere. Anche vicino a Clara ce n’è un esempio: suo marito Conrado aveva avuto una figlia dalla serva nera, l’Elisa scura di pelle che sarebbe potuta essere sorella di un figlio di Clara e Conrado.
   


Le voci di Clara e di Elisa, dello schiavo César e di suo figlio, di Hortensio e di Patricio, del figlio di Hortensio e dell’amante di Patricio, del sovrintendente Bonaparte (scopriamo che è calabrese, emigrato quando era poco più di un bambino, umiliato per essere trattato esattamente come un nero) e dell’ americano Frasier (giornalista cronicamente depresso che finirà oppiomane), del cinese Pablo Lin (che aprirà la prima fumeria di oppio dell’Avana) e di altri ancora raccontano della vita quotidiana, delle piantagioni di canna da zucchero, delle navi cariche di schiavi che devono eludere i controlli britannici, di schiavi gettati in mare se il carico deve essere alleggerito o se l’acqua scarseggia (meglio scegliere chi deve morire che correre il rischio di perdere troppa ‘merce’ umana), della mano d’opera cinese a sostituire gli africani. E poi ancora dei fermenti politici, delle fazioni che vogliono mantenere il legame con la Spagna, o caldeggiano l’annessione agli Stati Uniti o anelano all’indipendenza. Tra tutto questo, due cammei: il soggiorno di Garibaldi ammalato e l’immagine fuggevole di Abramo Lincoln, non ancora presidente, in una fumeria d’oppio.
   

Romanzo storico, romanzo di formazione, Gli occhi dell’uragano è un romanzo ricchissimo - di vicende, di sentimenti, di colpe, di colore, di folklore, di amore, di tradimenti, di morte. Un romanzo che, proprio per l’avvicendarsi continuo delle voci, non rallenta mai, non annoia mai.

Berta Serra Manzanares - Gli occhi dell'uragano
Tirolo originale - Los ojos del huracán
Traduzione di Nicoletta Santoni
395 pag., € 19,00 - La Nuova Frontiera (Liberamente)

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Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Luglio 2010 04:58  
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